universo di google

Ho installato google web designer, il tramonto di flash e’ sempre piu’ vicino. E non s ìi puo’ che esserne felici. E’ il momento di approcciarsi all’HTML5 giusto per dimenticare tutti i conflitti tra tablet-smartphone e browser tradizionali. Lo si può scaricare qui. Le premesse sono buone, si cambia il modo di lavorare per renderlo più flessibile e meno ripetitivo.religious-war
La tecnologia si evolve in modo galoppante: solo per seguire le novità  delle API di google ci vorrebbe una settimana di ferie. Ad aggiornarsi sono in tanti, ma a studiare sono da solo verrebbe da dire, parafrasando Massimo Troisi.

inter.it si apre all’HTML5

Mettere le mani nel lavoro di altri e’ sempre complicato, specialmente quando si parla della home page di un sito che carica decine di javascript e un css da quasi 300k. Se poi questo sito e’ quello dell’inter e per ignavia non hai un valido ambiente di staging, c’è il rischio di perdere la pazienza.

La lega di Serie A dà  diritto alle squadre (questo è quanto han detto all’Inter, ma alla Juventus, ad esempio fanno quel c. che vogliono) di pubblicare gli highlights dopo la mezzanotte del giorno di gara a patto di non metterli su youtube. Era quindi il momento per fare un salto in avanti, abbandonando flash e scovando qualcosa di piu’ compatibile e moderno.
La scelta è caduta su mediaelements di John Dyer e soprattutto sul formato WebM preferibile rispetto all H.264 nonostante…

Il risultato? Che ogni browser tratta diversamente il tag

<video>

mettendoci i suoi controlli nativi, ma almeno per Firefox, Explorer, Chrome siamo a posto (sia windows che MacOsX). E anche per i tablet (iOS e Android)

Il framework è disponibile qua

a parte il codec VP8 è importante configurare apache2 per servire:

AddType video/ogg .ogv
AddType video/mp4 .mp4
AddType video/webm .webm

SMWest-2010-HTML5-Workshop

confronto ambivalente e ambiguo in perl

Sembra peculiare… il Perl semplifica molto il pattern matching ma ha una sintassi diversa per confrontare numeri (= !=) e stringhe (eq ne).
Se tu hai una funzione di servizio che riceve il campo chiave primaria di una tabella, non puoi sapere a priori se è un auto-increment (numerico) oppure, ad esempio
un campo stringa (un hash, ad esempio)
Ecco una funzione che aiuta.

 

#!/usr/local/bin/perl

use warnings;
use strict;

use Scalar::Util qw(looks_like_number);

my @exprs = qw(1 5.25 0.001 1.3e8 foo bar 1dd);

foreach my $expr (@exprs) {
    print "$expr is", looks_like_number($expr) ? '' : ' not', " a numbern";
}

passaggio a jwplayer 6

JWplayer è ormai uno standard de facto per proporre contenuti multimediali; si è adeguato alle direttive dell’Html5 sui tag video

Il debugging non è molto raffinato, ma comunque efficace; certo è che abbiamo a che fare con uno strumento molto versatile e potente. Altamente personalizzabile.

Due le avvertenze, nel caso si voglia includere un feed rss (magari proveniente da youtube) e  non un semplice file, una per riga!

jwplayer("container").setup({
playlist:
"http://gdata.youtube.com/...?alt=rss",
primary:"flash"
});

Starting MySQL….. ERROR! The server quit without updating PID file

la casa che sembra un campo nomadi, un adulto che rimbrotta, un bambino ipercinetico e vociante che ti tampina.
E poi una mano per tenerli a bada, quella che aveva due dita rotte. Dall’altra un paio di server che fanno le bizze.
Uno con la memoria piena di processi apache2 zombie, l’altro con mysql che non si riavvia. Esistono diverse soluzioni, ma la piu’ semplice e piu’ lineare e’ questa:

basta trovare un file proprietario di mysql e killarlo 🙂

kill -9 `ps aux |grep mysql |awk ‘{print $2}’`

la nuova versione di jquery

mentre noi ci troviamo a discutere di TUPLE in modo del tutto inconcludente, il mondo dello sviluppo web va avanti, con una ulteriore semplificazione: i metodi on e off

occorre avere il pelo sullo stomaco per troncare, e ammettere che il mantenimento e la quotidianita’ assorbono tutte le risorse.