ottimizzare una pagina SEO

Molti colleghi, per andare sul sito dell’Inter, cercano Inter su google e cliccano. Niente segnalibri, o tool bar, o schede recenti. Lo cercano, ogni volta. Lo stesso fanno per consultare la webmail. Cercano Zimbra e vai col tango.

Perché realizzare un ottimo “prodotto” se poi nessuno lo raggiunge, se google lo ignora. Questa è in effetti una dichiarazione di servitù. Ma deve essere anche uno stimolo per migliorare la reperibilità  e rintracciabilità  dei propri contenuti, posto che sulla autorevolezza non si può aggiungere nulla. Ecco perché mi sto ripassando le regole del SEO.

Questo articolo è molto dettagliato. Esauriente. Presuppone però di intervenire su comportamenti assodati, rivedere completamente la propria forma mentis nella redazione di un articolo: se prima eravamo efficienti e velociinfografica-local-seo-big, ora occorre ripensare sia il CMS sia l’approccio alla argomento di cui si vuole parlare.

 

Il titolo del post è chiaramente fondamentale, perchè il titolo rappresenta il tema che andremo ad affrontare ed è la prima cosa che viene (generalmente) letta dai nostri lettori. Quindi il titolo deve essere chiaro di impatto.

Se avete scelto di utilizzare una parola chiave specifica, questo è il primo momento di utilizzarla.

balle su balle

Banda larga, addio!
a pensar male, mi viene il sospetto che il questo governo voglia favorire televisione e digitale terrestre: infatti il premier e i suoi scherani, sul web non sono molto popolari

Un idiota in un posto importante è come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti.

restricted access

l’accesso a Palazzo Durini era molto piu’ semplice. Qui rischi di restare chiuso fuori, o chiuso dentro o chiuso sul pianerottolo. E devi ricordarti diversi dettagli.
Oggi alla mia sbadataggine ha rimediato corra, permettendomi di notare
– che i suoi figli hanno una viscerale predilezione per i treni
– che a meta’ settembre il caldo e’ ancora molesto

allday_hp1000

data come dio comanda

le nuove versioni del gia’ citato plug-in sono molto piu’ affidabili in fatto di validazione ajax
e incredibilmente semplici da gestire.

ma la vera ciliegina sulla torta e’ stata la provvidenziale estensione da parte di un brasiliano

dateBR: function(value, element) {
return !v.methods.required(value, element) || /^(?:(?:(?:0?[1-9]|1d|2[0-8])/(?:0?[1-9]|1[0-2]))/(?:(?:1[6-9]|[2-9]d)d{2}))$|^(?:(?:(?:31/0?[13578]|1[02])|(?:(?:29|30)/(?:0?[1,3-9]|1[0-2])))/(?:(?:1[6-9]|[2-9]d)d{2}))$|^(?:29/0?2/(?:(?:(?:1[6-9]|[2-9]d)(?:0[48]|[2468][048]|[13579][26]))))$/.test(value);
},

una espressione regolare un po’ complicata, ma che valida date gg/mm/aaaa con grande eleganza in contesti del genere

$("#myform").validate({
        rules: {
                    datadinascita: {
                             required: true,
                             dateBR: true
                }
        }
})