basso impero

se atene piange, sparta non ride. ci stiamo ridimensionando tutti.

Eutanasia di un'idea: quella della grandeur berlusconiana. Un po' Zelig, un po' Scherzi a parte nei frammenti di questo imbarazzante Blob rossonero.

14 maggio, lunedì . Il giorno dopo la chiusura del campionato (Milan-Novara 2-1) Adriano Galliani rivela di avere invitato Zlatan Ibrahimovic a casa sua per un aperitivo: «Sono stato con lui, abbiamo parlato a lungo e vi assicuro che resterà  con noi al 100 per cento. Siamo d'accordo su tutto». Allegria!

18 maggio, venerdì. Ancora Galliani, stavolta ai margini della festa organizzata dall'Uefa a Monaco di Baviera per la finale di Coppacampioni tra Bayern e Chelsea, annuncia urbi et orbi: «Ibra riuscirà  a vincere una Champions, sicuramente con la maglia del Milan». Profetico.

26 maggio, sabato. Sulla Gazzetta dello Sport appare un'intervista esclusiva con Massimiliano Allegri. Titolo: Berlusconi mi ha promesso: Ibra e Thiago non si muovono dal Milan. Sommario: non si può prescindere da quei due. Nel botta e risposta il tecnico rossonero sprizza certezze da tutti i pori: «Da qui ad agosto può succedere di tutto sul mercato. Ma non può succedere che loro se ne vadano». E all'intervistatrice che forse, a differenza sua, non vive nel mondo dei sogni («Come fa ad esserne certo?») chiarisce: «Perché ne abbiamo parlato con il presidente Berlusconi e lui mi ha assicurato che resteranno. àˆ su di loro che si baserà  il Milan». Commovente.

2 giugno, sabato. Adriano Galliani si imbarca sulla Love Boat rossonera per una crociera di pochi giorni nel Mediterraneo. «Thiago? Ancelotti me l'ha stra-chiesto ma bisogna saper resistere». Poi approfondisce meglio il concetto: «Se parlassimo solo di moneta sonante, Thiago sarebbe da prendere e vendere, ma noi non ragioniamo così. Abbiamo un grande presidente, che ama il Milan e vuole tenere tutti i big. Un debole avrebbe già  ceduto». Poi la chicca: «Quando Seedorf non sarà  più del Milan, Ibra giocherà  con la maglia numero 10». Bravo, ma in quale squadra?

3 giugno, domenica. Allegri, anche lui in crociera, continua a vivere sulla luna: «Thiago resterà  con noi al 99,9 per cento». Poi, in uno sprazzo di lucidità , confessa: «Se il Milan perdesse Thiago sarebbe una cosa gravissima».

5 giugno, martedì. Galliani sbarca a Tunisi con i gitanti rossoneri e smentisce piccato le voci di una possibile partenza di Ibra: «La notizia è falsa. Non va via nessuno, non vendiamo nessuno. Lui e Thiago restano al 99,9 per cento».

12 giugno, martedì. Da Tunisi a Parigi. Galliani prende alloggio all'hotel Bristol, in zona Champ-à‰lysées, per cedere Thiago Silva al Psg.

13 giugno, mercoledì. Su Milan Channel appare una supplica a Silvio Berlusconi: «Presidente noi la preghiamo... Lo tenga». I tifosi accendono ceri votivi. E Galliani, rientrato da Parigi, chiosa: «Di solito le preghiere funzionano, il presidente vuole trattenere Thiago». Mistico.

14 giugno, giovedì. Invocato alla moda di Padre Pio, Berlusconi gonfia il petto e annuncia a Milan Channel lo stop alla cessione di Thiago Silva: Â«àˆ stata una scelta di sentimento. Resta anche Ibra». Galliani, patriottico, parla invece di «atto di eroismo di Berlusconi».

15 giugno, venerdì. Galliani non ha ancora smaltito la sincera commozione: «Ha vinto il cuore e non la ragione. Non venderemo nessuno, resterà  anche Ibra». Nel frattempo Barbara Berlusconi esce dalle retrovie dove si era prudenzialmente rifugiata per ringraziare il papà  che «ha operato una scelta di cuore» e che «ha accolto l'appello dei tifosi». Sul sito milanista campeggia una scritta a caratteri cubitali: «GRAZIE PRESIDENTE!».

17 giugno, domenica. Toh, chi si rivede! Massimiliano Allegri interrompe le meritate vacanze in Sardegna per una sviolinata senza precedenti nei confronti del suo datore di lavoro: «Io non ho mai avuto dubbi sulle parole di Berlusconi. Mi sono sempre fidato di lui e sapevo che Thiago Silva non sarebbe andato via. La sua conferma è un grande dono che Berlusconi ha fatto a me e ai tifosi». Commovente.

2 luglio, lunedì. Il sito milanista annuncia trionfante il prolungamento del contratto di Thiago Silva fino al 2017. Lo stipendio passa da 4 milioni di euro all'anno a 6 milioni (netti). Galliani si compiace: Â«àˆ stata trovata una soluzione ragionevole per lui e per la società . Quanto a Ibra, ha altri due anni di contratto e resterà  al Milan: è incedibile al 100 per cento». La presa per i fondelli nei confronti dei tifosi rossoneri incomincia a prendere corpo.

9 luglio, lunedì. Al raduno del Milan, il numero 27 della presidenza Berlusconi, Galliani ha un sussulto di dignità : «Thiago e Ibra? Tutto può succedere».

12 luglio, giovedì. Dopo avere piazzato al Psg quelli che noi non vendiamo nessuno e che è stato un atto di eroismo trattenerli, Silvio Berlusconi esulta: «In due anni risparmio 150 milioni». Parentesi: di questi soldi 62 milioni derivano dalla cessione di Thiago (42) e Ibra (20): visto che un anno fa gli sceicchi di Francia avevano scucito 43 milioni per Pastore e che Lavezzi è stato pagato 30 milioni, all' establishment rossonero non viene il sospetto di avere calato le braghe con troppa precipitazione? Il 40 per cento di questo tesoretto (60 milioni) è poi rappresentato dal nuovo contratto di Thiago. Era stato firmato soltanto dieci giorni prima, il 2 luglio, a dimostrazione del fatto che il classico slogan sulle maglie rossonere («Il club più titolato al mondo») può serenamente essere soppiantato da un più crudo ma più realistico «Poche idee e pure confuse».

Alberto Costa18 luglio 2012 | 12:43© RIPRODUZIONE RISERVATA

last place aversion

ecco spiegati molti tycoon eletti in politica!


last place aversion

Our recent research — with our graduate students Ryan Buell and Taly Reich — suggests a third possibility: that poor Americans’ antipathy toward redistribution might be due not to their desire to one day be at the top of the income distribution, but to their fear of falling to the bottom. We show that humans have a deep psychological aversion to being in “last place” — recall the shame of being picked last in gym class — such that individuals near the bottom of the income distribution may be wary of redistribution because it could help those just below them leapfrog above them.

21 milioni per i contenuti

Una delle tante meravigliose legacy dell’infame periodo berlusconiano e’ costituita dal PORTALE italia.it. Invece di accanirsi sul ristorante dei parlamentari o le loro pensioni, occorrerebbe fare una riflessione piu’ seria. Come e’ cresciuto e migliorato l’uso di internet nei nefasti 15 anni con Papi al comando del paese? FOndi per la banda larga regolarmente congelati dall’ineffabile ministro Romani o da Tremonti: non intacchiamo la democrazia catodica!
E poi, puttanate galattiche come questa

Torna Berlusconi e la macchina si rimette faticosamente in moto:

Il 16 luglio 2009, dopo il trasferimento del portale al ministero del Turismo di Michela Vittoria Brambilla, il portale torna online, con tutti i limiti del caso. Il 18 maggio 2010 parte la gara per la redazione dei contenuti. Base d’asta: 2 milioni e 30 mila euro per tre anni, dopo i 21 milioni assegnati nel 2006 alle Regioni (per i contenuti!), i 5 milioni 851.355 euro pagati per il primo gigantesco flop del 2007 e i 9 milioni 600 mila euro stanziati in seguito per le piattaforme informatiche e la manutenzione. L’appalto viene vinto da un consorzio formato da Monti-Riffeser con un’azienda di marketing di Merano (Zeppelin group) e un operatore turistico (Paesionline), ma il secondo classificato, l’Unicity spa, fa ricorso al Tar e il 7 dicembre 2011, venti giorni dopo che Berlusconi ha lasciato la poltrona a Mario Monti, lo vince.

cent’anni di berlusconismo

non macondo, ma italia. chissa’ quanto ancora pagheremo, come societa’, come nazione, l’influsso di Papi.

per chi ha vissuto su marte, un brillante epitome di una limpida epigone di s.b.