l’invadenza di google chrome

Un tempo c’era lynx. Poi NetScape. Quindi Mozilla. Poi Explorer. E Chrome che li ha fagocitati tutti.

L’installazione di Chrome ITA 60.0. qualcosa ha però esagerato.

Il programma si è comportato esattamente come faceva in tanto deprecato e vituperato Internet Explorer: ha associato tutti i protocolli http e https a sé stesso. Autoselezionandosi come browser predefinito.

Io voglio usarei Firefox, o al limite Opera: perché ora tutti i link si aprono con Chrome? GRR

La cosa mi fa imbufalire, e gli how-to in rete sono spesso discordanti.

La soluzione attendibile è illustrata nel video sotto: 
HKEY_CURRENT_USERSoftwareMicrosoftWindowsShellAssociationsUrlAssociationshttpUserChoice
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in difesa della sinestesia

Possiamo vedere le onde radio? O i raggi ultravioletti? No, ma li sentiamo sulla pelle.

La sinestesia è un vicolo cieco, nel mondo di oggi. Non si incrociano più le esperienze sensoriali.
Musica a villa Ruffolo di Ravello, con vista sulla Costiera Amalfitana. Profumo di larice mentre scii. Il  bianco e nero della pineta di Vada.
Una cena, terrazza sul mare a Praslin con il vento tra le palme. Un concerto al parco archeologico di Vulci.
Esperienze coinvolgenti. Le ricordo bene anche se non avevo in mano lo smartphone. Ora lo avrei.
Tutto si mutua con telefonino: al concerto tutti lo sollevano. Al ristorante i commensali si scambiano le bacheche.

Di tutti i sensi, ne basta uno: la vista. E un pollice, ad esser precisi.

Tutte le nostre esperienze passano da questo scatolotto, indotte. Il famoso problema del dottor Molyneux (quello del cieco che riconoscerebbe, riacquistata la vista, una sfera da quanto il tatto gli avrebbe prospettato anni prima). Empirismo e innatismo si stanno riavvicinando, perché col cellulare siamo ovunque. Sappiamo tutto. E sappiamo tutto prima. Forse, come sostenevano i taoisti, gli opposti non sono antitetici ma solo complementari. E ci stiamo arrivando.

 

 

 

ferie a giugno

E’ stata una scommessa, ma tutto è andato per il meglio. Anzi – come direbbe il compianto Paolo Villaggio -  ho scelto di andare in vacanza nel mese più caldo degli ultimi 150 anni.

Mi sono innamorato ancora di più delle Marche, una regione splendida in cui gli impianti urbanistici di molti borghi sono giunti a noi direttamente dal rinascimento; anche se è desolante attraversare l’Italia e vedere sterpaglie per chilometri come il Texas.

In particolare sono stato risucchiato dalla passione per le bandiere arancioni: i borghi più belli d’Italia. Nelle Marche ce ne sono molti, e alla fine appaiono così armoniosi da sembrare finti. In particolare Urbino, bellissima è un po’ inflazionata.

“ci sarebbe un problema tecnico”

Questo dialogo dovrebbe essere ascoltato per:

  1. imparare a non essere supponenti e  invece predisposti al dialogo
  2. capire che spesso è meglio andare subito al dunque
  3. che i vincoli tecnici non sono solo seccature

 

caveats sulla information pollution

L’eccesso di informazione di cui disponiamo ci rende più confusi, insicuri. Incapaci di discernere i facts dagli alternative facts. Ormai è assodato: una ricerca su google può portare a tutto e al contrario di tutto. Pagine che sostengano una tesi e pagine che facciano endorsment per la tesi opposta.

Il fatto di avere sempre in mano quel fottuto cellulare, poi, non ci rende più eruditi né svegli né smart. Anzi.

Anzi, peggio: fa male. Non solo dal punto di vista spirituale ma, sicuramente anche da quello fisico.

La lettura più esplosiva è quella di Manfred Spitzer: sta sussurrando che i nostri figli possono crescere senza concentrazione, senza senso critico e senza memoria.

“Digital Dementia” is a term coined by neuroscientist Manfred Spitzer to describe an overuse of digital technology resulting in the breakdown of cognitive abilities.1 Spitzer proposes that short-term memory pathways will start to deteriorate from underuse if we overuse technology.

Un esempio di scarsa concentrazione e incapacità  di ascolto? Eccola qua

cava di marmo di fantiscritti

Lunigiana e Garfagnana meritano miglior sorte, così come la striscia di litorale che le racchiude. Non sono fratelli minori di una toscana da cartolina o un Chiantishire da esportazione: questo lo penso da sempre.
E lo ribadisco dopo una splendida vacanza di Pasqua a Marina di Massa.

Oltre ai colori della primavera, al contrasto tra le Apuane addosso al mare, mi ricorderò sempre della visita alle cave di marmo di Carrara, in un sabato Santo segnato da un derby-thriller e da una pioggia irlandese fuori stagione.

Ci sono montagne crivellate come formaggi, con corde diamantate a tagliare pesantissimi blocchi di marmo. Escono come frutti dal ventre delle Apuane e finiscono nelle cucine dei benestanti, nelle chiese del Rinascimento. Per sempre.

the connells’ | il potere della musica

I Connells’ 20 anni dopo decidono di “tornare” al Liceo Broughton

Incredibile l’empatia che si provi per perfetti sconosciuti… questo è l’indissolubile potere della musica.

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capitale reputazionale

Capita sempre più spesso che l’arte imiti la vita, che la poietica ispiri la tecnologia con buona pace di Aristotele. Nella serie classica di star trek i rudimentali comunicatori del capitano Kirk sembrano concepiti dallo stesso ingegnere che ha mandato in produzione il motorola StarTac, creando un pericoloso corto-circuito.

La fantasia, il cinema e la letteratura anticipano quello che si verificherà  tra anni o decenni: ecco quel senso di deja-vu che vellica l’attenzione di noi miserabili, che abbiam bisogno di sognare. Il cugino di Chuck Berry (buonanima, R.I.P.) che fa una telefonata per ispirarlo, mentre Marty McFly scimmiotta il riff di Johnny Be Goode

Questo mi è tornato in mente ripensando a un film di circa 20 anni fa, girato in modo frenetico da un pubblicitario poi suicida: Nemico Pubblico (Enemy of the State). Preconizzava minacce che ora incombono su tutti. Era visionario. E ha quello previsto si è concretizzato. La nostra malcelata voglia di esibizionismo è moneta contante per i nostri detrattori: possono collezionare in modo strumentale tutto il materiale che noi postiamo in sovrabbondanza sui social networks per avvalorare le loro tesi. Sei un razzista? Sei inaffidabile? Sei ubriacone scostante? Ecco i tweet, ecco i post che lo provano. Non ho nemmeno bisogno di conoscerti.

Addirittura gli head-hunter, i selezionatori del personale. Si possono dare un’idea di te assemblando pezzetti fuori dal contesto.

Ecco la parte davvero profetica, tipo Viaggio nella luna di Melies.

C’è un’espressione molto di moda tra coloro che operano nel Web: “capitale reputazionale”. Indispensabile per ottenere un posizionamento sociale, comporta l’accesso a cerchie sociali decisive per essere riconosciuti e ottenere potere e prestigio, e dunque anche denaro. Da quando l’utilizzo dei media è diventato alla portata di tutti grazie al Web, da quando esiste il modo per farsi vedere attraverso i social, la classifica di notorietà  e di stima, è diventata fondamentale.

 

[mass killing] uccidere tutte le query bloccate nella processlist di mysql

Un lunedì mattina di concitazione; se rimangono tante query appese che possono condurre ad un deadlock meglio ucciderle.

Ecco come perpetrare il mass killing, in due passi.

 

Mass killing operation saves time. Do it in MySql itself:

Run these commands

mysql> select concat('KILL ',id,';') from information_schema.processlist
where info like '%___Pattern___%' and time > into outfile '/tmp/kkk.txt';

mysql> source /tmp/kkk.txt;

fare o far fare

In un paio d’anni, in una manciata di mesi l’azienda per cui lavoro ha completamente cambiato faccia.

Cambiato volto, perché molte persone sono state allontanate e 2X ne sono arrivate. Al punto che è un bell’esercizio riuscire a ricordare tutti i nomi.

Incredibile come sia ostico superare le barriere mentali che ci siamo costruiti per abbracciare concetti e processi del tutto nuovi: nuovo sistema di timbratura e gestione assenze (presenze)*, nuovi ticket elettronici, nuovi partner nella gestione del sito, nuove tecnologie per il groupwork e la posta elettronica. Il nuovo CRM

Un salto siderale che porta anche qualche insidia. Arriva gente, propone un suo strumento che 2/3 anni fa era un must nell’azienda in cui era prima, e si impunta perché lo si adotti anche noi. Nel frattempo, la tecnologia è evoluta e… siamo sicuri che quello strumento sia davvero efficace?