il ritorno dello Zio

Un vecchio server, non virtualizzato, è stato risuscitato da un collega.

Mi sono quasi emozionato nel vedere come, 15 anni fa, fossimo davvero interattivi: sondaggi, lezioni, gallerie, fotocomposizioni, ticker di chat, interazione con sisal, aste online, newsletter di terze parte.

Pochi passi burocratici, poche agenzie a supporto, poche licenze software.

Poche persone, molte pagine viste, grande produttività dalla concezione alla realizzazione. Situazione diametralmente opposta ad oggi.

Non è la retrotopia di Bauman, è semplicemente un dato di fatto. E va accettato come stimolo per il futuro.

 

dopo Calamandrei

Un po’ di retorica, un po’ di buonismo? Rientro da Malta e si aggiunge un’altra pessima notizia

Ci sono bambini che non mangiano in mensa, barboni a cui rubare gli stracci e vantarsene, cantanti che dovrebbero chiudere la bocca e aprire le cosce. E ora questo.

La celebrazione ed esaltazione di un uomo tragico, che fuggiva con un baule di fedi nuziali. Vestito da tedesco per riparare in Svizzera.

Purtroppo sul 25 Aprile c’è un nervo scoperto. Perché la libertà è qualcosa di più serio di una felpa, di un selfie con gli arancini o di un mitra imbracciato il giorno di Pasqua.

Non siamo ai livelli del monumento a Kesserling, ma ringrazio Enrico Mentana.

Sì ma smettetela su sta cosa di comunisti e fascisti. L’Italia ha vissuto oltre vent’anni sotto un regime fascista, e a prezzo di una guerra e tanto altro se ne è liberata. Per fortuna non abbiamo invece mai vissuto neanche un giorno sotto una dittatura comunista, e i comunisti italiani sono sempre stati una componente minoritaria della nostra democrazia. Solo la greve ignoranza dei nostalgici più beceri divide il 25 aprile tra vincitori comunisti e italiani sconfitti. Tredici mesi dopo quel 25 aprile in Italia si votò liberamente, per la prima volta dopo 24 anni, e il Partito Comunista ottenne meno del 19%…
Questa è la verità dei fatti storici, e peraltro non c’è nessun nostalgico che va in giro per l’Italia a srotolare striscioni tipo “Onore a Giuseppe Stalin”, a differenza di quel che purtroppo abbiamo visto ieri a Milano per Mussolini. Far passare per comunisti tutti quelli che amano la libertà è un espediente patetico, un fallo di frustrazione (per farlo capire anche agli ultras di ieri) e la dice lunga su cosa si pensa della libertà in quelle frange estreme e fuori dalla storia

il nome della rosa

A volte mi chiedo, come si possa silenziosamente pagare per qualcosa che non si consuma, e che non ci serve.

Sto alludendo al canone Rai in bolletta elettrica: solo per il fatto di usare l’elettricità, in questo millennio, si nutre anche la prima industria culturale del paese.

Cosa buona e giusta, è una tassa|imposta|gabella e non si può sindacare. Una occasione in cui ho guardato la Rai è appunto la serie che si ispira al romanzo di Eco. Lo avevo letto avidamente a 16 anni: centinaia di pagine e tantissimi stimoli. Un libro ciclopico,  di cui riesco ad afferrare solo alcuni registri di lettura; i più affascinanti sono quelli semiologici e filosofici. Può il riso essere così devastante? La base del potere è sempre la paura, come il serrato dialogo tra Bernardo Gui e Guglielmo da Baskerville? Aristotele ha davvero giovato allo sviluppo della cultura occidentale o un giorno metteremo al bando i suoi libri… come le statue di Cristoforo Colombo.

Eco ci ha lasciato un capolavoro immenso, ma anche la cupa diegesi del film di Annaud è indimenticabile. Fotografia fatta di luci e ombre… come un rembrandt o un caravaggio nel medioevo

 

 

Jorge de Burgos_p

apologia del finale

Ieri se n’è andato un piccolo degli anni 90: Luke Perry ed il cantante dei Prodigy. Sarebbe facile citare Pulp Fiction. Ma quel periodo, che non rimpiango benché rappresenti quello dei miei 20-30 anni, ha molti film memorabili.

Disruptive, innovativi si direbbe. Scritti e sceneggiati con cura.
Una pellicola mediocre, ma con un finale pungente ti resta in mente: la rivedo con la tensione – il climax – che conduce a quel finale.

La diegesi poi è impreziosita dalla colonna sonora. Matrimoni splendidi e toccanti, come quelli sotto!

cairologia

… per vendere o comprare in borsa

… per capire quando, come ogni anno, la stagione  dell’Inter inizia a svoltare – di solito verso il basso

… per porre termine ad un binomio contronatura di governo in cui si abbracciano odio, egoismo e cattiveria con incompetenze, velleità e complottismi

la parola giusta in questa aposiopèṡi è cairologia: il supremo momento opportuno

propositi per il 2019

Chi non la pensa come me odia gli italiani

Benaltrismo: ci sono sempre altri poveri altri deboli,  quasi sempre italiani, da aiutare: ma chi lo fa?

I migranti come zecche (Lodi) ; i figli di immigrati, in mensa scolastica, sono meno uguali (alla Orwell) dei figli di italiani, devono presentare documenti in più.

Odiare, odiare ancora. Meglio se essere incazzosi contro chi non si può difendere.

Tipo buttare nella rumenta le poche misere cose di un clochard (rumeno, c’è quindi la recidiva) e vantarsene su facebook.

L’unica cosa giusta, perché non mi si dia del comunista, l’ha detta la Meloni: blocco navale.

Ma una volta partiti, questi sono esseri umani. Hanno la colpa di esser nati dalla parte sbagliata. Vogliono solo una speranza in più. Una volta partiti, non sono pacchi.
Sono persone in mano a delinquenti.

Alex Iattoni, dovunque tu sia ti ringrazio. Ti ringrazierò fino alla fine.

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la prima cosa bella

Guardare una partita con proprio figlio è un dolore. Nell’intervallo ci sono solo pubblicità, e nel dettaglio:

  • bet365
  • better
  • betfair
  • william hill
  • planetwin
  • […]

Accolgo quindi con sommo piacere il giro di vite che si concretizzerà il I gennaio 2019, grazie a un provvedimento del Governo che limita, e parecchio, l’advertising legato al gambling e ai giochi online.

Si stava meglio quando c’era schedina? Sì. Accettiamolo. Meno dipendenza, meno anonimato, meno famiglie piagate e pensionati distrutti.

Anche se non tutti sono d’accordo, ahimé.

luraghi, la guerra civile americana

Può un mattone di 1450 pagine scritte in corpo 12 avere un potere così magnetico?

Luraghi sa scrivere, conosce le figure retoriche e la storia militare dell’era moderna.

Due visioni del mondo, non stereotipate… quella unionista e quella confederata.

Una guerra moderna, un conflitto di ideali. Da leggere per conoscere l’universo americano oltre i luoghi comuni.

Demandt, “processare il nemico”

Socrate e Norimberga, Trotskji e Galileo.
Che rapporto hanno potere e diritto? Nel “migliore dei mondi possibili” dovrebbero rispettare la separazione e indipendenza propalate da Montesquieu. Nella realtà sono figlie, cugine, figliastre, dipendenti.

A volte ci sono anche rapporti incestuosi.

Possiamo vantare di aver ammannito alla civiltà occidentale una serie di principi giuridici inalienabili: habeas corpus, ne bis in idem, nemo iudex in sua causa, nulla poena sine lege

Spesso però capita che uno Stato giudichi sé stesso. Decida di escludere un suo membro, togliergli i diritti, processarlo. Per le sue idee rivoluzionarie, per un reato che non esisteva o semplicemente per ammantare di legalità (non di legittimità) un omicidio politico.

Il libro di Demandt è ben scritto, fluido, interessante e avvincente. Troppo corto, l’unico difetto.

PS. Tutte le volte che andrò in via Triboniano, penserò alle diciture stampate sul palazzo di giustizia di Milano.