Elsa Morante, le mot juste

«E così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».

 

Domanda (1): ricorda qualcuno?
Domanda retorica: “coincidenza? Non credo!”

chernobyl di HBO [sky atlantic]

C’è un senso di malsana insicurezza davanti al televisore.

Come per il Titanic, o per l’assedio a Stalingrado sai già come andrà a finire: stiamo parlando di una metafora. La serie televisiva trasmette subito un disagio latente, crescente e subito palpabile. Un climax di dolore, di veleno potente e ineluttabile: le radiazioni sono invisibili. Tu lo sai, loro no; tu sai che è fiction ma sai anche che qualcuno ha vissuto effettivamente una catastrofe come questa. E soffri, quasi ti manca l’aria.

5 puntate, e  – per quanto vale – scopri che è la serie con le recensioni migliori dacché esiste IMDB. La cura dei dettagli, la fotografia ti inchiodano sul divano, con un’angoscia per l’ignoto per l’incoscienza degli uomini.

E’ una serie profonda. A più livelli di lettura. Oltre la tragedia e i lutti personali, su un’orizzonte ben più profondo: la lotta per la verità, il rapporto perverso tra cittadino e potere. Il senso di de-personalizzazione che la fallacia sovietica inculcava per illudere i cittadini ad esser migliori, quando invece era solo un peana all’obbedienza e alla mediocrità

“What is the cost of lies? It’s not that you’ll mistake them for the truth, it’s if we hear enough lies, we may no longer recognize the truth at all.”