sicilia – atto III

Dopo una splendida settimana alle Eolie, eccomi nel cuore della Sicilia barocca. Per la terza volta in meno di due anni. Difficile disamorarsi.

Più facile vagolare in viuzze strette di case un po’ sfatte e basse. Bianche e silenziose alla controra, ma animate all’imbrunire.

Come in ogni grande storia d’amore l’infatuazione svanisce. La limerenza si spegne: la Sicilia ha preso a farmi paura al pronto soccorso di Avola, dove ho passato quasi 14 ore in due giorni per la solita distorsione tibio-tarsica.

Ora ho la solita caviglia con la solita simil-gessatura elastica, con stampelle nuove. Vacanze amputate. Ma non si può soffrire, inacidirsi, serbare rancore. Oltre il cancello del B&B Villa Urso ecco ribussare la kalokagathia. Non certo mia, ma della Sicilia

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