ecco qua, ci siamo

Un mio amico mi scrive:

Nella nostra azienda siamo passati per la gestione presenze, ROL, straordinari da una soluzione fatta in casa ad una “professionale”.

La lista delle timbrature si trova alla voce “assenze” del menu. Sic. (Forse è un transfert freudiano)

Ma la chicca, oggi. Con un banalissimo URL tampering si possono vedere i dati di tutti i colleghi, basta esser autenticati con il proprio profilo personale.

Corradino ci ha messo circa 10 minuti per trovare questa falla mostruosa

[UPDATE: il bug è stato sistemato solo mezza giornata dopo]

 

il peso di insegnare.

Arriva l’inverno e spieghi a tuo figlio cosa sia il solstizio. Immagini di arrivare ad un analemma, ma ti fermi.

Ti appassioni alla storia del Titanic, ai suoi mille dettagli. Allora decidi di noleggiare in biblioteca un libro per bambini.

E’ difficile adattare il tuo registro linguistico, definire il modo per esporre i concetti. Farsi capire e riassumere i pezzi logici di un ragionamento.

L’ho già  detto: questo stile di vita non è equilibrato. Troppo tempo nel finesettimana e troppo poco nei giorni feriali, da vivere con i piccoli. La qualità  del tempo ne risente, la pazienza per accompagnarli, seguirli e farli crescere. Trasmettere qualcosa. Fare storytelling con loro: l’unica cosa sana di una società  che imputridisce coi social.

Per questo ti trovi a rivalutare l’onore e il ruolo sublime di insegnare qualcosa ai più piccoli. Qualcosa che mi schiaccia, mi fa sentire piccolissimo ed insignificante, una responsabilità  terribile e grandiosa.

Vedo piccoli bambini abbandonati con in mano il telefonino in pizzeria e ovunque. E sono terribilmente pessimista.