scontro con la tua fisicità

Ecco questo dicembre 2016:  12 giorni di nebbia consecutivi, senza vedere il sole.

Vai a pattinare, ti muovi come un bradipo premuroso ma ti investono da dietro; ti ritrovi il gomito come un melone, dopo un cloc inquietante.

Poi il destino ti porta ad incontrare, col tuo incedere guardingo, un tombino mezzo sfondato e uno strattone da tuo figlio: distorsione tibio-tarsica. Ora ho il piede blu.

In pochi istanti scopri come tu debba dipendere dagli altri: legare le stringhe, fare la doccia o vestirsi diventano ordalie irripetibili.

Il tuo corpo, fitte mai sentite. Farmaci antitrombotici e tanta staticità . Mysky da svuotare, dopo anni di inerzia.

Voglia di imparare, voglia di fare; di sentirsi utile. Ma alla fine mandi tutto aff* e resti sdraiato. In scarico. Ecco: in scarico.

Pensavi di essere la punta di diamante del pronto soccorso pediatrico, tutti progetti vitali e irrinunciabili e poi? E ora?

Forse la prescrizione clinica è anche un campanello per l’autocoscienza. Un segnale che qualcosa manca, che le nostre convinzioni sullo stile di vita vanno riviste.

Anosognosia

Tutto quello che pensi di sapere è sbagliato, e tu stesso sei complice nell’accettare convinzioni errate: si chiama Mandela Effect

 

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migliorare la perfezione?

Sembra un paradosso. Questo motivo degli U2 è famosissimo. Loro stessi ne hanno fatto tre video clip diversi.

Quello su Berlino Est era il mio preferito. Seguito da quello sui bisonti.

Ma questo anonimo ha aggiunto, a testi e melodia ineccepibile, un commento visivo agrodolce, suggestivo ed evocativo. Che mi ha colpito.

Tanti gli spunti di riflessione, tante le letture, innumerevoli le metafore.

  • I non-luoghi che diventano importantissimi per il valore emotivo che un incontro può dare loro
  • Le strade che si incrociano e acquistano un senso, ma si allontanano
  • Lo “sfocamento” di noi o parte di noi come incomunicabilità  con l’altro.