emozione3 – golfo dei poeti

IMG_7028IMG_7079Esiste una parte d’italia densa di storia e di colore. Metri rubati al mare e alla montagna, rocce, e sentieri impervi. Il mio weekend lungo l’ho goduto nel golfo dei Poeti: Lerici, Portovenere, le Cinque Terre e La Spezia.

Quest’ultima è un ricordo del Secolo Breve: arsenali, zone militari, caserme, basi navali, palazzoni di inizio 900. Avevamo una camera vintage, con spettacolari pavimenti e solai, all’interno di un caseggiato toroidale. Dalle finestre non arrivava mai la luce, solo una colonna d’aria in cui si stendavano i panni. Era talmente stretta questa colonna che si faticava a capire il colore del cielo.

Ma fuori i colori non mancavano. Tantissimi, solidi anche alla fine di dicembre. Anche con un gelo strano. Perché nel golfo dei poeti le bouganville continuano a fiorire!

 

Tutte le immagini le ho postate qui

10 dicembre 2014

C’è sempre un primo della fila, in ogni occasione. E’ questo il momento in cui ti ritrovi con persone che non vedevi da 30 anni. Quelli della tua Leva. La leva del ’71.

Dopo Luca, adesso Nicola.  Dietro di loro il mistero di una vita vissuta e conclusasi, prematuramente.

Così lontani e così vicini. Non nel giro delle amicizie, non nella compagnia, solo alla scuola elementare. Ha ragione Nadia “se qui ci vivi come un dormitorio, certe cose non puoi saperle”. Il ritorno ad una dimensione rurale, un altro sistema solare, in cui tutto è più collegato e meno dispersivo.

jorge da burgos

Inarrivabile

“Non la scoperta.Ma la salvaguardia del sapere…perché non c’è progresso nella conoscenza,ma solo un’infinita e sublime ricapitolazione…”

schegge di macroeconomia

E’ un po’ di tempo che mi affascinano i paradossi e le iperboli degli economisti.  Argomento trattato superficialmente all’università  e senza davvero nessuna passione. Ma a volte le passioni tornano più forti di prima, incontenibili e irrefrenabili. “la forza di un’ala che s’apre”

Eccone uno: il paradosso dei due dentisti sul concetto di utilità  marginale.

Eccone un’altro: il paradosso delle patate irlandesi (di Giffen),   che invaliderebbe la legge della domanda.

Tenente Montini: Va be’, allora inventiamoci qualcosa per tenere alto il morale della truppa. Lorusso: Eh! Si potrebbe far scavare una bella trincea. Tenente Montini: E a che serve? Lorusso: Niente, cioè la scavano poi la ricoprono. Tenente Montini: Dai, poi si demoralizzano. Lorusso: Facciamo un simulacro d’attacco.

Oppure un’altra provocazione (ci sono arrivato da questa battuta di Mediterraneo, incredibili i collegamenti del cervello):  la buca di Keynes. Da scavare e ricoprire, come il telo di Penelope.

Questo, infine lo dedico a una società  per azioni qualsiasi: Galbraith nel “La buona società ”

In primo luogo c’è il desiderio di chiunque ricopra una posizione di responsabilità  di avere a sua disposizione un numero di collaboratori che appaia adeguato al suo ruolo. Questi dipendenti, a loro volta, hanno il desiderio ed il bisogno solo apparente di altri collaboratori … Da uno staff numeroso e deferente derivano il potere ed il piacere di esercitarlo … Un modo comune per giudicare il valore di un individuo è il numero dei suoi collaboratori: “quante persone ha sotto di lui?”