le banche

mamma mia, ci fosse un motivo per parlarne bene!

ecco il sito di una banca del nord!

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bei ricordi

ecco cosa si dice dell’Hajduk Spalato
The club was founded in the centuries-old pub U Fleků in Prague (then also part of the Austro-Hungarian Empire), by a group of students from Split: Fabijan Kaliterna, Lucijan Stella, Ivan Šakić and Vjekoslav Ivanišević.[1] They went to the pub following a match between AC Sparta and SK Slavia and decided it was time their own town founded a professional club. They all knew how popular the sport was in Split (their home), and how well their friends there played.

basso impero

se atene piange, sparta non ride. ci stiamo ridimensionando tutti.

Eutanasia di un'idea: quella della grandeur berlusconiana. Un po' Zelig, un po' Scherzi a parte nei frammenti di questo imbarazzante Blob rossonero.

14 maggio, lunedì . Il giorno dopo la chiusura del campionato (Milan-Novara 2-1) Adriano Galliani rivela di avere invitato Zlatan Ibrahimovic a casa sua per un aperitivo: «Sono stato con lui, abbiamo parlato a lungo e vi assicuro che resterà  con noi al 100 per cento. Siamo d'accordo su tutto». Allegria!

18 maggio, venerdì. Ancora Galliani, stavolta ai margini della festa organizzata dall'Uefa a Monaco di Baviera per la finale di Coppacampioni tra Bayern e Chelsea, annuncia urbi et orbi: «Ibra riuscirà  a vincere una Champions, sicuramente con la maglia del Milan». Profetico.

26 maggio, sabato. Sulla Gazzetta dello Sport appare un'intervista esclusiva con Massimiliano Allegri. Titolo: Berlusconi mi ha promesso: Ibra e Thiago non si muovono dal Milan. Sommario: non si può prescindere da quei due. Nel botta e risposta il tecnico rossonero sprizza certezze da tutti i pori: «Da qui ad agosto può succedere di tutto sul mercato. Ma non può succedere che loro se ne vadano». E all'intervistatrice che forse, a differenza sua, non vive nel mondo dei sogni («Come fa ad esserne certo?») chiarisce: «Perché ne abbiamo parlato con il presidente Berlusconi e lui mi ha assicurato che resteranno. àˆ su di loro che si baserà  il Milan». Commovente.

2 giugno, sabato. Adriano Galliani si imbarca sulla Love Boat rossonera per una crociera di pochi giorni nel Mediterraneo. «Thiago? Ancelotti me l'ha stra-chiesto ma bisogna saper resistere». Poi approfondisce meglio il concetto: «Se parlassimo solo di moneta sonante, Thiago sarebbe da prendere e vendere, ma noi non ragioniamo così. Abbiamo un grande presidente, che ama il Milan e vuole tenere tutti i big. Un debole avrebbe già  ceduto». Poi la chicca: «Quando Seedorf non sarà  più del Milan, Ibra giocherà  con la maglia numero 10». Bravo, ma in quale squadra?

3 giugno, domenica. Allegri, anche lui in crociera, continua a vivere sulla luna: «Thiago resterà  con noi al 99,9 per cento». Poi, in uno sprazzo di lucidità , confessa: «Se il Milan perdesse Thiago sarebbe una cosa gravissima».

5 giugno, martedì. Galliani sbarca a Tunisi con i gitanti rossoneri e smentisce piccato le voci di una possibile partenza di Ibra: «La notizia è falsa. Non va via nessuno, non vendiamo nessuno. Lui e Thiago restano al 99,9 per cento».

12 giugno, martedì. Da Tunisi a Parigi. Galliani prende alloggio all'hotel Bristol, in zona Champ-à‰lysées, per cedere Thiago Silva al Psg.

13 giugno, mercoledì. Su Milan Channel appare una supplica a Silvio Berlusconi: «Presidente noi la preghiamo... Lo tenga». I tifosi accendono ceri votivi. E Galliani, rientrato da Parigi, chiosa: «Di solito le preghiere funzionano, il presidente vuole trattenere Thiago». Mistico.

14 giugno, giovedì. Invocato alla moda di Padre Pio, Berlusconi gonfia il petto e annuncia a Milan Channel lo stop alla cessione di Thiago Silva: Â«àˆ stata una scelta di sentimento. Resta anche Ibra». Galliani, patriottico, parla invece di «atto di eroismo di Berlusconi».

15 giugno, venerdì. Galliani non ha ancora smaltito la sincera commozione: «Ha vinto il cuore e non la ragione. Non venderemo nessuno, resterà  anche Ibra». Nel frattempo Barbara Berlusconi esce dalle retrovie dove si era prudenzialmente rifugiata per ringraziare il papà  che «ha operato una scelta di cuore» e che «ha accolto l'appello dei tifosi». Sul sito milanista campeggia una scritta a caratteri cubitali: «GRAZIE PRESIDENTE!».

17 giugno, domenica. Toh, chi si rivede! Massimiliano Allegri interrompe le meritate vacanze in Sardegna per una sviolinata senza precedenti nei confronti del suo datore di lavoro: «Io non ho mai avuto dubbi sulle parole di Berlusconi. Mi sono sempre fidato di lui e sapevo che Thiago Silva non sarebbe andato via. La sua conferma è un grande dono che Berlusconi ha fatto a me e ai tifosi». Commovente.

2 luglio, lunedì. Il sito milanista annuncia trionfante il prolungamento del contratto di Thiago Silva fino al 2017. Lo stipendio passa da 4 milioni di euro all'anno a 6 milioni (netti). Galliani si compiace: Â«àˆ stata trovata una soluzione ragionevole per lui e per la società . Quanto a Ibra, ha altri due anni di contratto e resterà  al Milan: è incedibile al 100 per cento». La presa per i fondelli nei confronti dei tifosi rossoneri incomincia a prendere corpo.

9 luglio, lunedì. Al raduno del Milan, il numero 27 della presidenza Berlusconi, Galliani ha un sussulto di dignità : «Thiago e Ibra? Tutto può succedere».

12 luglio, giovedì. Dopo avere piazzato al Psg quelli che noi non vendiamo nessuno e che è stato un atto di eroismo trattenerli, Silvio Berlusconi esulta: «In due anni risparmio 150 milioni». Parentesi: di questi soldi 62 milioni derivano dalla cessione di Thiago (42) e Ibra (20): visto che un anno fa gli sceicchi di Francia avevano scucito 43 milioni per Pastore e che Lavezzi è stato pagato 30 milioni, all' establishment rossonero non viene il sospetto di avere calato le braghe con troppa precipitazione? Il 40 per cento di questo tesoretto (60 milioni) è poi rappresentato dal nuovo contratto di Thiago. Era stato firmato soltanto dieci giorni prima, il 2 luglio, a dimostrazione del fatto che il classico slogan sulle maglie rossonere («Il club più titolato al mondo») può serenamente essere soppiantato da un più crudo ma più realistico «Poche idee e pure confuse».

Alberto Costa18 luglio 2012 | 12:43© RIPRODUZIONE RISERVATA

la sardegna migliore

certo, ci sono i barconi, i locali tendenza, i ristoranti dai prezzi assurdi. Le spiagge invivibili dove chi si presenta a mezzogiorno ha la stessa foia di Homer Simpson: “presto fatemi passare che mi sono svegliato tardi

Ma la Sardegna e’ anche spiagge meravigliose, colline che profumano di mirto, finocchio e rosmarino. Strade desolate su campi assolati sotto bovini macilenti. Senza auto non combini nulla, nemmeno compri il giornale; ma puoi ritagliarti la tua vacanza: cambiando cala ogni giorno e scoprendo i mille colori dell’acqua.

L’attesa del traghetto poi, fa il resto: una esperienza da ripetere.
L’hotel e’ stato quasi perfetto.