21 milioni per i contenuti

Una delle tante meravigliose legacy dell’infame periodo berlusconiano e’ costituita dal PORTALE italia.it. Invece di accanirsi sul ristorante dei parlamentari o le loro pensioni, occorrerebbe fare una riflessione piu’ seria. Come e’ cresciuto e migliorato l’uso di internet nei nefasti 15 anni con Papi al comando del paese? FOndi per la banda larga regolarmente congelati dall’ineffabile ministro Romani o da Tremonti: non intacchiamo la democrazia catodica!
E poi, puttanate galattiche come questa

Torna Berlusconi e la macchina si rimette faticosamente in moto:

Il 16 luglio 2009, dopo il trasferimento del portale al ministero del Turismo di Michela Vittoria Brambilla, il portale torna online, con tutti i limiti del caso. Il 18 maggio 2010 parte la gara per la redazione dei contenuti. Base d’asta: 2 milioni e 30 mila euro per tre anni, dopo i 21 milioni assegnati nel 2006 alle Regioni (per i contenuti!), i 5 milioni 851.355 euro pagati per il primo gigantesco flop del 2007 e i 9 milioni 600 mila euro stanziati in seguito per le piattaforme informatiche e la manutenzione. L’appalto viene vinto da un consorzio formato da Monti-Riffeser con un’azienda di marketing di Merano (Zeppelin group) e un operatore turistico (Paesionline), ma il secondo classificato, l’Unicity spa, fa ricorso al Tar e il 7 dicembre 2011, venti giorni dopo che Berlusconi ha lasciato la poltrona a Mario Monti, lo vince.

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