i biglietti aerei online

Non riesco a trovare un sito che tratti onestamente il problema dei costi aerei aggiuntivi. Expedia, forse.
Tutti gli altri hanno una marea di specchietti per le allodole abbinati a una serie di voci del tipo

Fare 251.00 502.00
Security Bag Charge 5.84 11.68
Value Added Tax 2.80 5.60
Council City Tax 13.00 26.00
Embarkation Tax 9.59 19.18
Passenger Service Charge 0.91 1.82
Security Charge 3.62 7.24
Crisis Surcharge (inclusa IVA 10%) 22.00 44.0

Questo e’ un notevole blocco allo sviluppo del turismo online. Si inizia a sognare, poi si cozza contro queste piccolezze che, se presentate da un interlocutore umano, sembrano subito superabili.

21 milioni per i contenuti

Una delle tante meravigliose legacy dell’infame periodo berlusconiano e’ costituita dal PORTALE italia.it. Invece di accanirsi sul ristorante dei parlamentari o le loro pensioni, occorrerebbe fare una riflessione piu’ seria. Come e’ cresciuto e migliorato l’uso di internet nei nefasti 15 anni con Papi al comando del paese? FOndi per la banda larga regolarmente congelati dall’ineffabile ministro Romani o da Tremonti: non intacchiamo la democrazia catodica!
E poi, puttanate galattiche come questa

Torna Berlusconi e la macchina si rimette faticosamente in moto:

Il 16 luglio 2009, dopo il trasferimento del portale al ministero del Turismo di Michela Vittoria Brambilla, il portale torna online, con tutti i limiti del caso. Il 18 maggio 2010 parte la gara per la redazione dei contenuti. Base d’asta: 2 milioni e 30 mila euro per tre anni, dopo i 21 milioni assegnati nel 2006 alle Regioni (per i contenuti!), i 5 milioni 851.355 euro pagati per il primo gigantesco flop del 2007 e i 9 milioni 600 mila euro stanziati in seguito per le piattaforme informatiche e la manutenzione. L’appalto viene vinto da un consorzio formato da Monti-Riffeser con un’azienda di marketing di Merano (Zeppelin group) e un operatore turistico (Paesionline), ma il secondo classificato, l’Unicity spa, fa ricorso al Tar e il 7 dicembre 2011, venti giorni dopo che Berlusconi ha lasciato la poltrona a Mario Monti, lo vince.

giornata fortunata

ho dormito bene durante la notte

i treni sono puntuali

al lavoro va tutto bene

e ho fatto napoleone alla 1^ partita col nuovo iphone

gli amici di google

tutto il mondo e’ paese

The heart of Google’s (GOOG) international operations is a silvery glass office building in central Dublin, a block from the city’s Grand Canal. In 2009 the office, which houses roughly 2,000 Google employees, was credited with 88 percent of the search juggernaut’s $12.5 billion in sales outside the U.S. Most of the profits, however, went to the tax haven of Bermuda.

To reduce its overseas tax bill, Google uses a complicated legal structure that has saved it $3.1 billion since 2007 and boosted last year’s overall earnings by 26 percent. While many multinationals use similar structures, Google has managed to lower its overseas tax rate more than its peers in the technology sector. Its rate since 2007 has been 2.4 percent. According to company disclosures, Apple (AAPL), Oracle (ORCL), Microsoft (MSFT), and IBM (IBM)—which together with Google make up the top five technology companies by market capitalization—reported tax rates between 4.5 percent and 25.8 percent on their overseas earnings from 2007 to 2009. “It’s remarkable that Google’s effective rate is that low,” says Martin A. Sullivan, a tax economist who formerly worked for the U.S. Treasury Dept. “This company operates throughout the world mostly in high-tax countries where the average corporate rate is well over 20 percent.” The corporate tax rate in the U.K., Google’s second-largest market after the U.S., is 28 percent.

grazie FS, grazie moretti

Arriveremo alle carrozze mega-executive-manager: una sola persona e piscina personale. Tutto questo per contrastare NTV di Montezemolo. Si tagliano le corse ferroviarie come servizio e si promuovono invece quelle tratte che vanno in competizione con gli aerei low cost.
E i pendolari, che si fottano.

Topi di Gordon Reece

Un libro che si legge tutto di un fiato. Scorrevole e fluido. Sfornato caldo caldo perche’ uno sceneggiatore pigro ne faccia una nuova traposizione, sullo stile di Panic Room.

Al centro del racconto un delicato rapporto madre-figlia adolescente. Questa e’ anche la narratrice in prima persona.
Il cordone ombelicale tra le due donne e’ il nocciolo del libro; l’analisi psicologica segue le poche intense settimane che le due si trovano a vivere. Il finale e’ un po’ scontato ma tutto sommato la lettura si rivela piacevole e coinvolgente: cosa avrei fatto io al loro posto?
Interessante notare che non esiste un solo ruolo maschile positivo (a parte il maestro Roger):
– il capo dello studio legale incapace e molestatore
– il padre/marito che si eclissa con la segretaria piu’ giovane
– il proprietario del suv che sbraita nel parcheggio
– il grassone che sapeva troppo
– ovviamente il biondino ubriaco
– il preside inerme