il cucchiaino di fine pasto

La parte migliore della domenica lavorativa – per i colori nerazzurri – è il ristorante con Stew. 90 minuti di noia, toscani che dominano a centrocampo.

Ma, poi, “non meritavamo la sconfitta“. Come tante – – altre – – volte.

Commento di Jamo sul punto a cui siamo arrivati:

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fortuna che ci sono altre soddisfazioni, oltre a quelle prettamente sportivenip nip hurrah!
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back in time (indreè)

bu-buleta.jpg Prima di sposarmi, parlavo coi miei quasi esclusivamente in dialetto.
Questa sera, al teatro Galleria di Legnano, ho seguito l’ultimo spettacolo dei “Legnanesi“, con tanto di suoceri e genitori al seguito.

E’ una emozione unica, un divertimento impagabile e continuo. Tre ore a ridere e sorridere e smascellarsi, difficile da capire se non li si conosce.
Il pubblico, numerosissimo, era un po’ maturo.
Fuori, la opulenta Legnano bene, quella trendy: Cazzaniga con camicie in vendita da 120 Euro. Cellulari da Nokia N90 da 599 Euro. Crociere da 1700 euro.

Dentro il teatro, invece, un viaggio indietro nel tempo: il dialetto dei miei nonni, la vita di ringhiera, il bagno in cortile e termini nascosti nella mia testa da morire dal ridere.
Anche l’edificio stesso: le sedie di finta pelle Skye anni ’50, scomodissime. I bagni spartani di epoca littoria, pisciatoi da stazione Centrale. Un salto indietro, verso una civiltà  semplice che è mia e che si allontana ogni giorno.

Ridere a crepapelle per ore, e il gusto un po’ amaro che questa lingua vada a perdersi, e sia aggrappata alla strabiliante bravura di questi geniali caratteristi.

ardore di patria

Schadefreude di ordinanza, oggi in sede, dopo l’eliminazione del Milan.

Mi spiace solo per Beppe, ma la telecronaca ultrapadronale di Piccinini e l’apologia dei meravigliosi (perdenti) su Rete4, poco dopo, sono risultate indigeste, quando non grettamente ridicole.

Con onore e orgoglio, titola AcMilan.com: il fanatismo alla Fallaci è l’ultima spiaggia per i disperati.

D’altra parte sono coerente: la Coppa Italia è l’obiettivo più gratificante, più significativo e prestigioso. Quella coccarda tricolore trasuda gloria, vestigia imperiali, onore nobile e primazia sempiterna. Altro che la Champions, ridotti a vagare tra Ucraina e la provincia spagnola!

In tempi non sospetti, eccomi a esaltare la mia italianità , pochi giorni prima, sulle scalinate del Vittoriano. Sguardo su Piazza Venezia, e scusate se è poco. (grazie G x la foto)

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roma 2006

L’unico aspetto negativo, le dieci ore in viaggio nel contro-esodo del 25 Aprile.
Ma il periodo passato tra Roma e i Castelli Romani è stato davvero memorabile.

Tempo splendido, un B&B in mezzo agli olivi e alle colline. Camminate nella storia, piedi bollenti ma tante emozioni. E, la sera, la sorpresa: oltre la capitale imperiale, rinascimentale e barocca, la scoperta dei castelli: la selva di Ariccia, l’abbazia di Grottaferrata, il panorama di Rocca di Papa, le fraschette di Lanuvio e Genzano.

Purtroppo qualche foto è sovraesposta, ma l’orgoglio SPQR mi ha abbacinato.

Io Vorrei Non Vorrei Ma Se Vuoi

Adriano tiene una conferenza per smentire sé stesso.
Invece (l’ho pubblicata sul sitone) conferma tutto. Una cosa ha smentito: il menabò dell’intervento, approcciato dal dirigente che ha introdotto il suo intervento di smentita.
Il brasiliano ha invece fatto come voleva lui.

Il giornalista che ieri lo sputtanava su TL, dandogli del minus habens, oggi lo blandiva con domande filosofiche. “L’implementazione del piano di riorganizzazione” porta grandi novità  nell’organigramma di F.C. Internazionale: nuove divisioni, cambiamenti nella comunicazione, rimpasto nella dirigenza.
Ci vuole del tempo, per metabolizzare la nuova organizzazione.
L’entusiasmo lo assaporo in modo più completo andandomene il più lontano possibile.

Per rilassarmi e superare i limiti del godereccio parto per 5 giorni e me ne vado qui, sui castelli romani. Per perpetrare questa birbonata ho persino fatto la tessera alla biblioteca Sormani.

nel bunker di Hitler

Ho iniziato a leggere questo libro (2005 gli struzzi einaudi, 156 p.) sull’onda emotiva de “la caduta”. Lo scaffale della biblioteca civica m’ha tentato, e l’ho letto tutto di un fiato. Impossibile però staccare la mente dalla sublime interpretazione del Fuhrer fatta da Bruno Ganz.

Il libro è gradevole, anche se il “nocciolo” (cioè la disperata e crepuscolare attesa della fine nel bunker) ne costituisce solo una piccola parte.
I personaggi più famosi (Keitel, Jodl, Donitz, Goring, Goebbels e Canaris) sono trattati solo di striscio, ma la narrazione è fluida e interessanti i fatti narrati.
Resta però il dubbio che il brillante ufficiale di carriera prussiano abbia deciso di scrivere le sue memorie sfruttando l’onda lunga della popolarità  del film.

exit strategy

Molte avventure della vita hanno un inizio e una fine. Talvolta la fine è grandiosa, più spesso dimessa. Salta alla mente il tormentato deserto iracheno, quello dove costruiscono basi di elicotteri sulle rovine di Babilonia, quelle decantate da Erodoto. Il 18 aprile del 1506, invece aveva inizio la costruzione della Basilica di san Pietro. Giulio II, il papa guerriero, metteva d’accordo Michelangelo, Brunelleschi, Bernini , Bramante.
Anche i progetti più ambiziosi, i travagli più incerti, hanno un esito finale.
Oggi abbiamo un capolavoro, e da venerdì sarò a Roma, ad ammirarla. Le imprese più possenti possono avere una fine gloriosa.

In sede, invece, tiene banco la fine dell’era MM, l’azdimag che vorrebbe, vuole vendere.Gli editoriali
di Int3rChannel, solitamente beninformati, sono eloquenti.
Diverse persone non si sbattono più, non so se per aderire al personaggio o per sconforto insostenibile. C’è un clima di precarietà  alternata a degnazione, non da Romolo Augustolo, ma quasi.
Tutto può succedere, tutto può cambiare. Sembra il periodo di grandi opportunità , quello della fine di Mediterraneo di Salvatores.

MM ha fatto molto per l’Inter, e anche per me.
Io, in questi anni, non ho simpatizzato con: LP, RG, LC, JS, MM, AS, MG… quelli che si sono avvicendati al timone del comando. Fucine di camarille.
Chissà  come sarà  questa exit strategy per loro, per i colleghi cari inferiori, per me.
Beh, per quanto mi rigurarda, ho una dritta diretta da Dilbert.

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la diritta via

Non so se preoccuparmi, ma quella questa è la Pasqua dei miei 35 anni.
Quella che per Dante (ma sì, il poeta prediletto dalla curva Sud bilanista) era la Pasqua del 1300. Aprile anche allora, 35 anni anche per lui. Fonte di ispirazione.
Punto di svolta, punto di partenza per una catarsi magistrale…

A questo punto ogni altra considerazione parrebbe schiacciante, ogni frase stupida.
Meglio svicolare e tacere. Magari, prima di sera, mi capita qualcosa di epocale, o ho una illuminazione.

Mi limito a due link, allora – visto che col Ghibellin fuggiasco non erano ancora noti.
Inside Man coinvolgente, ben recitato, ben sceneggiato. Credibile e velenoso quanto serve.
http://calendar.google.com/, se è ancora possibile stupirsi di Ajax e della sua semplicità  d’uso. Consiglio per il web lab: fate come me e fabuluz e condividete parte della vostra agenda.

ecco le vacanze

La sconfitta nel 264° derby non appesantisce più di tanto il sitone. Triste constatazione che i risultati tristi non sono una novità . Quando l’Inter gioca il derby in casa, non ho biglietti gratuiti. Oggi erano i rossoneri padroni di casa: ecco due biglietti di primo arancio.

Ho vanamente tentato, come Paracelso, di trasmutarli. Ma alla fine ci sono andati i miei.
La giornata, nonostante la batosta, compromette le vacanze estive dei campioncini… ma c’è molta incertezza: chi farà  davvero parte della rosa il prossimo anno? Simul stabant simul cadent

Anche per me potrebbero esserci vacanze forzate, ma preferisco non pensarci. Più a breve, sto pensando a Napoli. Non vedo l’ora della mia vacanza partenopea e parte marinara; sulla costiera amalfitana.

In giornata ho ritoccato un po’ l’admin del sito.

apologia dell’odio

inde.jpg Quest’uomo ha avvelenato l’Italia, legittimando l’evasione fiscale in base a chissà  quali dogmi etici (suoi).
Ci ha sputtanati all’estero. Ha imbarazzato l’europarlamento, umiliato gli italiani all’estero: ce li immaginavamo tutti Beniamino Gigli e vernacolo meridionale, erano incazzati neri.
Ha ammorbato la politica dei suoi modi da teatrante, ha mortificato la magistratura, ha insultato chi non “vota secondo il proprio interesse”, buttando nel cesso Platone, Montesquieu e Locke.

Ha infestato la Costituzione di nuovi principi controversi e contraddittori. eterogenesi dei fini, la goduria nel constatare che i Polisti, col vecchio sistema elettorale, avrebbero avuto il controllo del Senato.

Ha portato in parlamento i suoi avvocati, commercialisti e amici delle medie. Molte delle leggi emanate negli ultimi anni lo favoriscono direttamente, senza che fossero menzionate nel ridicolo programma che firmò in televisione.
Ha dilagato in ogni settore: non puoi avviare una discussione, con amici o conoscenti, ed evitare di parlarne: cinema, calcio, assicurazioni, editoria, nuovi media, videonoleggio…
Non è comico, è pericoloso. Non è impolitico, è devastante. Come la gramigna per gli agricoltori, come la tigna per le indossatrici. La questione del grande imprenditore fa un po’ ridere: è un grande lobbista, certamente. E’ un grandissimo piazzista, ottimo comunicatore, imbattibile imbonitore; la stupidità  catodica che alligna negli italiani è la cultura ideale per l’infezione spirituale che ammannisce.
Infezione da espungere dal tessuto dello Stato; voltare pagina.
Insomma, io apprezzo sia Fini che Casini. Al limite, c’è del buono anche in Romagnoli. Ma lui, no. Lo odio.
Bisogna delibare con coraggio i propri pregiudizi: se fossi un evasore fiscale, un piccolo imprenditore, un finanziere o un commerciante lo voterei con trasporto. Però lo hanno scelto oltre 9 milioni di spettator contribu cittadini: possibile che abbiano tutti un interesse? Che abbiano tutti paura? Che siano tutti anziani?

La vera vendetta è trattarlo come un comune cittadino
Straquoto.

Ora briga di invalidare le elezioni, avendo prima prodotto una riforma elettorale ridicola e sconfessando l’autorevolezza di uno dei suoi migliori ministri, Pisanu. (fa lil sovversivo)
Ora invece invoca il governo delle grandi intese (fa lo statista).
Sono davvero stanco, non vorrei più sentirlo blaterare…

Ora l’odio è di gran lunga il piacer più lungo

Gli uomini amano in furia, ma odiano con calma