J. Deaver “Sotto Terra”

copljc.asp.jpgJohn Pellam è un location scout di Hollywood: sta cercando, assieme all’amico Marty, un posto dove girare un film. Lo trova in un’anonima cittadina dello stato di New York, ma la presenza glamour di due mestieranti di Hollywood sconvolge ile vite monotone dei provinciali, per scoperchiare molti vizi nascosti.
Fin qui la trama.
Poi la controcopertina “brividi alla Hitchcock”, “maestro del thriller dei nostri giorni”. In realtà  ho trovato Sotto Terra (2005 – Sonzogno, 360pag.) un libro banale e scontato. Pieno di luoghi comuni (sbirri ambigui con occhiali a specchio, indagini insabbiate, corna all’amatriciana, siparietti da provincia americana) ha anche una prosa meschina e limitata: un lessico di circa 500 parole a dir tanto. La storia a un punto inizia a intrigarti, ma poi si sgonfia come un pallone: i moventi delle malefatte sono davvero risibili, chissà  che complotto ti aspettavi. Splendido per una fiction di terz’ordine, fuori stagione.