Rigoletto alla Scala

Poteva essere una giornata banale, calcio e polemiche. Invece, come un uragano, s’è abbattuto il Rigoletto. Al Teatro alla Scala

Questo o quello/per me pari sono…
Cortigiani, vil razza dannata…
Sì, vendetta, tremenda vendetta…
La donna è mobile, qual piuma al vento…
Bella figlia dell’amore/schiavo son dei vezzi tuoi…

scala-rigoletto.jpgDal basso della mia ignoranza riconosco la grandiosità  dell’opera che ieri ho seguito, sono stralci famosissimi, entrati anche nel linguaggio di tutti i giorni. Il palco di MM, di cui disponevamo per una sua improvvisa rinuncia, era giusto sopra l’orchestra, un po’ defilato… la prima volta alla Scala, terribilmente fuori posto: anche i ragazzini sono vestiti impagliati. Le signore, non parliamone. Gli arredi, gli specchi, i velluti: tutto perfetto. Ma l’emozione, la passione e la commozione arrivano dalla musica, dagli interpreti, i colori e i giochi di luce:una serata memorabile.

straquoto
Baruffi, dei Verdi di Milano
«Crediamo che il Comune spenda male i 30 milioni di euro che ogni anno investe nel capitolo di spesa relativo alla gestione informatica. Esistono altre vie, più sicure ed economiche, legate a sistemi a software libero che oltretutto favorirebbero una più ampia diffusione della cultura informatica»

comune di milano: downtown, downtime

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Eccoci qua, la capitale morale d’Italia. Da 5 giorni il server web del comune di Milano è defunto; è ripartito oggi. Con lui molti altri server di uffici, dipartimenti, sportelli e anagrafe. Una Prece.
Vedo il trambusto nel centro di Milano, poveri cristi: 5 giorni sono tanti. Il principale responsabile è Nyxem
In questi casi la parte più spassosa (se cinicamente esiste) è quella dei dirigenti che, intervistati, devono spiegare cosa è successo – prima gli mancano le parole, i concetti sono difficoltosi, l’esposizione zoppicanti. E dei giornalisti, capre ignoranti loro pari, che devono descrivere quanto accaduto; come sul Corriere della Sera di Sabato: “il virus affligge alcuni dei sistemi più diffusi come Microsoft, Adobe e Zip” (!). Oppure Repubblica: “il warm non è ancora stato debellato dai server del comune”

LiberiTutti, ma in libertà condizionata

se la televisione stasera hai rifiutato
minaccian rappresaglia schierando l’appuntato

“Tutti in pista”- Punkreas

ditomedio.jpg Era una domenica tranquilla, non certo limpida ma solare. Una festa di compleanno, una giornata di campionato al veleno. Una domenica di relax e di lettura, a ritmi lenti. Volevo non parlarne, ma come evitare una presenza indigesta, nel pomeriggio televisivo di Rete4? 3 ore di soliloquio ridanciano, agiografia ininterrotta e imbarazzante di sua “Altezza”, nel contesto di LiberiTutti!, le voci degli italiani (sic!). Si può guardare altro, chiaro. Rete4 è una Tv commerciale gratuita, chiaro. Illegale e colposamente schierata, dovrei aggiungere.
Di fatto, però, 5 milioni di persone, un nono dell’elettorato italiano, era a casa per il blocco del traffico. Se possiamo respirare PM10 e gas combusti sotto Natale o quando partono i saldi, perché non approfittare dell’ultima domenica prima della par condicio, con il popol pubblico rassegnato imbelle al desolante panorama televisivo della festa.
Berlusconi a LiberiTutti ha, se possibile, esagerato; non serve confutare le sue tesi -trite e ritrite come i suoi aneddoti- o il panegirico spudorato platistificato che imbastivano tutti gli ospiti, sorridenti e ammansiti come al circo. Uno spettacolo svergognato, senza messaggio se non quello di stordire, stancare e plagiare; Prodi è impresentabile e titubante, ma misurato.
Il Prozac che ho in casa mi ha concesso solo rari zapping, ma sono sicuro che il tutto, tutta la pillola, sarà  controproducente, un’overdose che sveglia anticorpi di rigetto anche nei più fedeli caudatari. Un passo in avanti nella coscienza di qualche mente fragile o semplice, per debellare una insidiosa sindrome di Stoccolma.

Per scherzarci su, ho spulciato le favolose foto bavaresi di mia sorella, nobilitando il Kehlsteinhaus di Berchtesgaden a header del Blog

Peccato originale

“E’ il destino che mischia le carte, ma sono gli uomini che giocano la
partita”
V.Hugo

[scopone2006]Appuntamento immancabile e sempre divertente, ma ancora una volta amaro. 17° torneo di scopone: si cominciò da liceali, quindi da universitari, poi da nubendi e quest’anno i primi padri di famiglia; è sempre eccitante e coinvolgente rivedersi con goliardia.
Anche se durante l’anno si gioca poco, è una piacevole ricorrenza, fatta di piccoli riti preziosi, talvolta incoffessabili, ma sempre appaganti.
Questa volta la strada per la vittoria sembrava spianata: quattro vittorie consecutive, in relativa scioltezza. Ma Jamo commetteva, da mazziere, una topica da non fare dormire. 6 punti di napola regalati a Cravatta e Pastura, e la semifinale è loro. Inutile chiedersi come mai ci sia fermati al 21, per le semifinali; la vittoria va a una nuova coppia Notaio-Bonza, festeggiati da una camerierina davvero notevole. Complimenti a loro, ma il rimorso rimane, anche perché il terzo posto è duro da digerire.

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in semifinale, con scandalo

francesca.jpgInter-Lazio si liquida con la sola minaccia del pareggio laziale, e dello “spettro dei supplementari”. Si arriva in semifinale e tutto fila liscio: non essendoci altri interessi e quindi altre televisioni, Inter Channel ha modo di spadroneggiare.
Interessante l’intervista a Solari: l’ho messa tutta, non cassando il succoso siparietto di Stankovic, scazzato per l’ora antelucana a cui è costretto a blaterare: “è già  mezzanotte!”
La connessione, a Palazzo Durini deserto, salta un paio di volte…mannaccia. Tutto questo, fin quasi mezzanotte, non distrae me e Stew dalla vera notizia clamorosa e sconcertante della serata: l’eliminazione di Francesca dal GF6. Occorrerebbe un po’ di pulizia anche nel mondo del televoto: di questo vogliono davvero sentir parlare gli italiani.

Totti all’Inter; Moratti: Ronaldinho? Si fa!

Alla fine la notizia è arrivata: Cèsar all’Inter.

Un attimo di riflessione sull’autorevolezza, sulla completezza, sull’affidabilità  e sulla inappuntabile deontologia professionale di coloro che riempiono quotidianamente di sterco i giornali sportivi.
Ovvio, non possono rientrare tutti nel novero dei Buzzati, Mo, Rumiz o Biagi. Ma neppure in quello dei Mura, Beccantini o Monti: ci sono molti mediocri che, quando non si rendono ridicoli nella canea televisiva, si vendono come mediocri imbonitori di verità  usa e getta, neppure buone a incartarci il pesce. Finito questo tormentone inconcludente, siamo già  pronti a avviare altre insulse telenovele che offendono l’intelligenza di chi legge – fortuna che all’Inter i giornali li leggo a scrocco. Come preconizzava Vasco “ state più attenti, perché ogni cosa è scritta“. Grazie a http://www.ecodellastampa.it/ ho perso mezz’ora che sarà  sicuramente gratificante e divertente per un certo gruppo di pennivendoli.
http://blog.gianmarcopoma.com/archives/images/cesar_show.swf