la banalità del male

Il Capitano sceglie Charles Manson, Jamo invece Adolf Eichmann. La banalità  del male – Adolf Eichmann a Gerusalemme è un lavoro di Hannan Arendt, di 40 anni fa, riedito recentemente. 300 pagine scritte in un corpo piccolissimo, leggerlo in un mese è stata un’impresa, nonostante la passione. Prologo, analisi, dibattimento, condanna ed esecuzione di un grigio burocrate incaricato di concretizzare logisticamente la “soluzione finale” per gli ebrei, fino al maggio 1945.
Un libro lacerante e scintillante, che scoperchia domande accattivanti e lascia aperti inquietanti interrogativi; i nazisti che si limitavano a “eseguire gli ordini”, le popolazioni passive… un quadro gelido e preciso di uno dei periodi più bui per tutta l’Europa. Da leggere e rileggere. Per riflettere