la validazione all’asilo

Era una giornata come tante altre, si risolveva la questione dell Inter Quiz 2004/05 e automatizzavo la procedura di creazione delle icone-filmato, quindi sperimentavo le chiamate via IP di InternetCalls (figata!), con cuffia e microfono.

…poi…

Pungolato, negli ultimi salaci commenti, dagli scalzacani che infestano Interisti.org, ho deciso alfine di rifare la mia pagina personale su Google Pages. Mi sono fatto coinvolgere, come un bimbo polemico, in un giochetto di forma e sostanza… la qualità  di una pagina HTML.

il rispetto per il tutto

Ieri col mio manone ho seguito una vittoria un po’ sciapa dell’Inter. Ma necessaria, dopo il travaglio delle ultime settimane. Ma leggevo, navigando. Leggevo che il costo delle suonerie polifoniche in Italia è mediamente di 3,3 Euro. Il più alto della comunità  europea, assurdo se si considera che la canzone completa costa mediamente 1,20 euro!
Ieri sera mi son visto un capolavoro su Studio Universal; 195 minuti di film davvero formidabile. Ho seguito fino in fondo i titoli di coda, per ridordarmi che la splendida e toccante colonna sonora è di John Williams. Purtroppo lo puoi fare solo su SKY.

La riflessione che viene da fare è: come il progresso tecnologico rispetta l’integrità  di un’opera artistica? Non dico dei film ammorbati di spot pubblicitari, o tagliati subito sui titoli di coda. Ma i film scaricati, tutti mozzi. Oppure l’encoding mp3 che taglia, comprime o sopprime alcune frequenze e diverse sonorità  per essere meglio portabile. L’acquisto di un singolo brano su Itunes, poi infrange quell’armonia tra pezzi anonimi e grandi canzoni cui facevi abitudine, sentendoli decine e decine di volte: non tutti gli album sono fitti di tracce memorabili come La voce del Padrone o Making Movies
talvolta ti sorbisci un brano insignificante come intro a quello che ti esalta..
Insomma abbiamo tutto, subito e sottomano; ma spesso questo tutto
è incompleto.

Intanto ho creato la mia prima pagina con GooglePages : tableless e semplicissimo da usare…terrific!

il colore di formigoni

La sanità  lombarda, decantata da tutti e assurta a modello, ha qualche debolezza.
Lo dico senza veleno e con bonarietà .

Ieri assecondavo un’insana idea: traslare una bacheca porta-trofei presente nel corridoio principale dell’ala nerazzurra di palazzo Durini. 6 o sette mensole di vetro massiccio, un catafalco di oltre due metri che, sotto gli sforzi ruvidi di alcuni traslocatori da diporto, collassava fragorosamente, con un boato assordante e spaventoso.

Col senno di poi, m’è andata bene: una cignata sotto l’orecchio e una doppia abrasione alla mano dx (il post mi sta uscendo zompettando con la sola mano sinistra). Per medicare i graffi – profondi, ma sempre graffi – ho aspettato 2ore e 15 minuti al pronto soccorso del FateBeneFratelli, zona Repubblica. Pieno centro di Milano. il mio “codice verde” indicava un’emergenza “contenuta”, ma c’era una tale ressa e insoddisfazione e confusione… da ricordarmi alcune strutture visitate nei passati inter-rail. Gente che strepitava per attese di ore, referti che non si trovavano…una brutta immagine, sconsolante e deprimente.
In 150 minuti una piccola ferita si asciuga… brucia ma te ne fai una ragione. Pensavo, sconfitto, alla prosopopea di certi dirigenti sanitari e a Formigoni, osservando persone ben più sofferenti di me, sciancate svaccate scazzate su seggiole di fortuna, senza privacy e senza conforto per il proprio dolore.

Solo due copie stropicciate di LeggoMilano per ingannare attese bibliche.

stupidità nel proprio futuro

[gasperini-doxa-cellulari]Il blog è uno splendido strumento che aiuta a trascegliere e coltivare le proprie ubbie. Dopo le scommesse online, i telefonini. Suonerie, loghi, servizi a valore aggiunto. Poi sfondi, filmati, chat, screensaver, gusci. La voglia di spendere sembra non avere pace, anche se spesso la preclusione ai minorenni è una postilla illeggibile. Una suoneria mi costa due-tre euro. Scaricarmi la canzone intera, da I-Tunes, la metà . Posso vedermi la partita o un film, sul telefonino, a una risoluzione ridicola, ma me la posso tirare con gli amici.. Ora ci si lancia con l’instant messaging: a differenza dell’omologa applicazione per computer, si paga ovviamente ogni frase inviata. Per una svolta interessante, come la sinergia e commutazione da UTMS a VoIP, ce ne sono mille altre che proliferano sfruttando la vanità  e la dabbenaggine della gente. Quello che è il lato eversivo di internet, avere più informazioni e servizi gratuiti e innovativi, si sta trasponendo sul cellulare: solo che qui si paga tutto, e salato. Insomma, se usi il cellulare per parlare, per comunicare, sarai sempre più emarginato.

Forse la chiave, per il pubblico giovanile, sarà l’introduzione dell’instant messaging incrociato tra telefonini e internet. In Francia, Gran Bretagna e Spagna ha dato risultati promettenti, soppiantando l’uso (improprio) degli sms per le chiacchierate. Ma anche qui la sfida si gioca sui prezzi. Il chat su internet è compreso nell’abbonamento mensile, mentre sui cellulari si paga a messaggio.

Articolo Digital Magics-Doxa et al. © IlSole24Ore.com

il tuo colpo vincente

Partita scialba, ma almeno arrivare a Milano è stato piacevole: un acquazzone aveva ripulito l’aria e rinfrescato gli spiriti. Pareggio a reti bianche, ma anche questa volta “abbiamo fatto la partita”. Gazzetta.it e Sky vedono in panchina Julio Cesar, ma c’era Orlandoni. Argilli, nel Livorno, invece non compare nella lista su Lega-Calcio.it. Sul sito del Livorno, poi, ha un numero di maglia diverso da quello che ha usato questo pomeriggio. Gli unici sussulti sono stati questi, quindi finiamola qui. Ho messo sul sitone gli highlights di SKY: impressionante il realismo dell’infortunio di Balleri.

il futuro230.jpg Quello che mi ha colpito, invece, è la prodigiosa celerità  con cui tutto il mondo del calcio sta prendendo una brutta piega: non voglio fare il moralista, ma il proliferare di siti di betting online è un pessimo segnale. Sia per il calcio che per Internet. Stanotte una pioggia di mail di match-point.it. Durante la partita, sul digitale terrestre, bombardamento di spot di betandwin.com. TeleLombardia, poi, chiosa ogni gol alla luce delle quote di expekt.com. Insomma, qualcuno si è arricchito, molti tirano la cinghia ma la voglia di sputtanare tutto deve essere continuamente titillata.
A proposito, poi, il digitale terrestre, la tecnologia berlusconiana del futuro: ecco l’interruzione (programmata e anticipata dai conduttori in studio: “durerà  un minuto, non spaventatevi”) nel commutare il mux da Livorno a Milano.

paura dai polli

Il pistolotto filomarxista, alla fine di Fahrenheit 9/11, era un po’ stantio ma abbastanza affascinante. Aveva anche l’encomiabile pregio di strigliare gli spettatori: finché saremo impauriti saremo controllabili, e anche potenzialmente conservatori. Ecco quindi la paura delle scarpe esplosive, dell’aviaria, delle api killer, dei cocktail taroccati in discoteca, dei terroristi all’antrace.
Paura dei terroristi o dei comunisti. Aita!

Lo “stato di paura”

“Nell’ultimo secolo l’aspettativa media di vita è aumentata del 50%. Eppure la gente moderna vive nella paura. Hanno paura degli stranieri, delle malattie, del crimine, dell’ambiente. Hanno paura delle case in cui vivono, del cibo che mangiano, della tecnologia che li circonda. Sono terrorizzati in particolare da cose che non possono vedere – germi, sostanze chimiche, additivi, inquinanti.”

Michael Crichton, da “Stato di paura”, 2005 Garzanti Libri

http://www.kataweb.it/spec/articolo_speciale.jsp?ids=900123&id=1190427

ignoranza contagiosa

Quasi tutte le volte che ho viaggiato in aereo ho pasteggiato a pollo: piace a tutti.
La carne cotta di pollo è sicura, come quella di quaglia e tacchino. Una gallina, se si ammala, poi, smette subito di far uova, quindi anche quelle sono sicure.
Ma dilaga la psicosi da influenza aviaria tanto che diverse persone ci rimettono il posto. L’ignoranza della ggente è davvero mortificante: se davvero passerà  anche ai maiali, voglio proprio vedere come peggioreranno questi toni da tragedia. Intanto ieri sera io e mia moglie abbiamo depredato l’Esselunga.

Par Condicio
Come al solito Napoleone IV (quello col trapianto, le zeppe e il monoscopio 24/7 su rete4) vuole strafare: dopo Caruso (PRC), potremmo trovarci in parlamento questa personcina a modo: Tilgher. Non violenza.

Puttano in saldo
Qui da noi era un uomo tutto d’un pezzo, i valori, il contratto… ma anche la villa sul lago e un anno di stipendio pagato senza fare un emerito c.. Evidentemente in Spagna le cose cambiano

In Versilia!
Sono davvero soddisfatto per come ho riorganizzato la sezione delle “Scuole Calcio Estive Inter”. Contento anche per il rigetto dei termini italiani (non più “stages estivi”). Speriamo sia un bel successo.

orgoglio piangina

Oramai di acqua ne è passata sotto i ponti, dai divani di casa mia a S.Valentino. Inter-Juve è finita, oltre 600 euro in biglietti, pass parcheggio, promozioni nike-finto-eversive (come se una multinazionale si rivendesse come centro sociale), promozioni commerciali a pioggia. Poi 96 minuti di calcio minimalista e un fiume di parole, insinuazioni, critiche e penose disquisizioni.
La cosa mi davvero stufato: meglio un Inter-Fiorentina ininfluente ma spettacolare di questa canea. Tutti a lamentarsi: simulatori, pellegrini nell’ufficio di Moggi, colpitori di pali, redattori di dossier…

Mi fanno davvero sorridere professionisti strapagati e baldanzosi che ignorano le regole del calcio, e come si batta una punizione di seconda.
Meglio addolcire gli animi, la passione ritorna in questi giorni. In pochi minuti ho approntato una pagina di e-card per S.Valentino, ed ora sotto con gli stages estivi.

la banalità del male

Il Capitano sceglie Charles Manson, Jamo invece Adolf Eichmann. La banalità  del male – Adolf Eichmann a Gerusalemme è un lavoro di Hannan Arendt, di 40 anni fa, riedito recentemente. 300 pagine scritte in un corpo piccolissimo, leggerlo in un mese è stata un’impresa, nonostante la passione. Prologo, analisi, dibattimento, condanna ed esecuzione di un grigio burocrate incaricato di concretizzare logisticamente la “soluzione finale” per gli ebrei, fino al maggio 1945.
Un libro lacerante e scintillante, che scoperchia domande accattivanti e lascia aperti inquietanti interrogativi; i nazisti che si limitavano a “eseguire gli ordini”, le popolazioni passive… un quadro gelido e preciso di uno dei periodi più bui per tutta l’Europa. Da leggere e rileggere. Per riflettere