spendere per niente

In questi giorni di stanca, solo i pennivendoli del calciomercato fremono: sono in fibrillazione per affari che avevano già  dato per certi un’anno fa, sei mesi fa, un paio di settimane fa. Ma non li biasimo, mi inteneriscono; manderei in istituto quelli che acquistano: Gazzetta, Corsport e, soprattutto, Tutto Sport. Soldi spesi bene, quelli per comprare questi quotidiani: soldi messi in banca, come quelli che si impiegano, che so, per la “Gazzetta Ufficiale”.
Il punto è questo: che autorevolezza hanno questi giornali?
Un euro è una sinecura ridicola, ma non da trascurare. Con 5 euro si compre una partita sul digitale terrestre, con 3 euro una partita su Rossoalice; questi sono fatti, non chiacchiere a contorno.
In quest’ottica si inserisce l’animosa discussione con Ema circa la legittimità  di vedere su internet, a scrocco, le partite di SKY o del digitale terrestre. Hanno appena chiuso qualche sito che avevo già  adocchiato mesi fa. L’idea della censura non mi alletta molto, ma *da un punto di vista aziendalista* non posso ignorare che SKY versa tanti soldini liquidi nel fatturato FCInter. E che il calcio su SKY, riprodotto in streaming da un canale cinese senza pagare, è molto importante.
Finché il succedaneo “di sfroso” ha costi irrisori rispetto alla soluzione legale, non c’è battaglia: occorre chiedersi quanto siano giustificati i costi per CD, DVD, e generici prodotti di divertimento. Quali siano i margini e quali le prebende.

La questione è sicuramente controversa: diritti sportivi, grandi investimenti, giurisprudenza internazionale. Poi una svolta decisamente irrazionale e populista: dopo una visita a Ricordi, ho adocchiato il DVD de “Don Camillo, monsignore ma non troppo”. Palinodia. Ho scusato gli utenti p2p del calcio aggratis. Ecco alcuni link:
www.tvgratis.net
www.asiaplate.com
www.tvmix.net
www.live-foot.com
www.boxtobox.co.uk
www.voetbalinbeeld.nl
www.football4less.com
www.freefootball.org
www.streamsports.net
www.live-sports.info
www.footballstreamslive.com
www.footballtvs.com
www.soyplastic.net
www.gravesilent.com
www.soccers.fr
www.freesoccer.eu.tt/
www.ticinolibero.ch/tv_in_internet1.htm

Il dvd costa 31,50 euro. Ricordi Megastore, Galleria Vittorio Emanuele

la civiltà della merla

Alle medie e alle elementari c’era un bambino che si divertiva a fare scherzi e stupidi giochi di parole, in questi 3 giorni finali di Gennaio. Erano i giorni della merla e quel bimbo ero io. Un retaggio un po’ provinciale, molto divertente perché rustico, sanguigno e… autoctono.
Per celebrare un po’ questi ambienti da “Legnanesi”, ripropongo alcune perle arrivatemi in milanese.

a) Te ghe l’oeucc püssée grand del boeucc
b) L’è inütil saràa sü el stabiell dop’ che l’è scapà el purscèll
c) A fa del ben ai villàn se troeuva cagàa in man
d) Dona che la piang’ e cavall ch’ el süda hinn fals’ me Giuda
e) Quand la merda la monta al scagn, o la spüssa o la fa dagn
f) Una lavada e una sügada e la par nanca doprada

Beh, se non suonassero familiari.. è godibile la parafrasi, con le spiegazioni rimescolate. A voi le associazioni, e le inevitabili *dediche*

1) Se ti comporti bene con un buzzurro, avrai in cambio ingratitudine
2) Il sudore del cavallo non è segno di stanchezza. Come le lacrime di una donna non sono segno di dolore
3) L’apparenza inganna.
4) I mediocri, quando fanno carriera, sono insopportabili o pericolosi
5) Si sistemano alfine le cose, solo dopo l’irreparabile
6) Ostenti volontà non commisurata alle tue reali esigenze e/o capacità

la libertà, 10 anni dopo

CISE4.jpg
Guardare bene, prego. Le mani sono di un colore, la faccia di un altro. Gli zigomi e le palpebre, vabbé. I capelli, un tappetino vellutato ora invitante. Mette di buon umore, sorriso solare anche se fa freddo. Come per i cioccolatini di Forrest Gump, o la pallina da tennis di Match Point, non sai mai cosa la vita ti sta riservando. 10 anni fa io e corra entravamo un po’ smarriti nella sede di Piazza Duse. Il giorno prima Branca aveva pareggiato il gol di Stoichov, agguantando il pareggio: era la prima esperienza come collaboratori dell’Inter. Era il 28 gennaio 1996.

Dieci anni dopo, grazie a un cabarettista strappato all’edilizia e all’animazione, mi guadagno una serata non già  lavorativa, ma l i b e r a.
Penso a tutti i weekend programmati e assorbiti dall’Inter: cassette, streaming, gol, satelliti. Ora si fa un passo indietro: confusione, incertezza e radio.
Già  perché la zoppicante tecnologia del Digitale Terrestre, spinta da questo governo come l’autodafé dall’Inquisizione Spagnola, mi impedisce di vedere Lecce-Inter. Niente Sky, solo il digitale terrestre di La7 che, in centro a Milano, Piazza San Babila, non ha segnale abbastanza potente. Sic!

In questi due giorni ho frequentato la casa di MM nella vana speranza di fargli vedere la partita di stasera. Niente da fare. Segnale debole e procedura di attivazione macchinosa. Ma mi sono comunque divertito. Anche se non ho installato ADSL a casa di Emre, o procacciato laptop a Conà§eicao, sono attività  strane che mi incuriosiscono per tante piccole novità  e tante frivole chiacchiere.

neve ovunque, che spettacolo

Sono snob, sono di sinistra, ho la puzza sotto il naso… ma è tutto così incantevole, magico, fatato e luminoso.!
una nevicata grandiosa, dall’hinterland fino a Milano; stanotte ho dormito vigile – con la folle e lussuriosa speranza continuasse per sempre. Alle 3 lo spazzaneve, blando palliativo nel silenzio totale. La palestra arriva prima, oggi: mezz’ora prima delle otto con Filippo e Carl a spalare davanti il garage. Capitombolo, sudata ciclopica e schiena risentita. Ma valeva la pena: le strade erano deserte e appena ripulita, molti hanno desistito quando già  orizzontali.
La stazione, il treno, la metro: soliti disagi, ma oggi, che spettacolo.

Dsc03358-okblog.jpg

Adatto al clima, stasera un film cinico e glaciale: Conspiracy. Anche se, per uno splendido connubio tra Mozart e la Giornata della Memoria, l’ideale era la fiction sul processo di Norimberga – uscita su rete4 qualche giorno fa. Le scene finali sulle note del Dies Iræ sono m e m o r a b i l i nella fotografia tragica e asciutta.

singhiozzo di rete

Pomeriggio trafelato: i server funzionano sussultando senza chiarire se siano problemi di T3l3com o nostri. Traffico annichilito e tanta incertezza.
Anche per gli editor poche sicurezze, a parte il risultato abbastanza tranquillo e le interviste che partiranno dalla una di notte.

Comincio a farmi un po’ di menate sull’età : la frequentazione allopatica della palestra a ritmi regolari non è più sufficiente. Indizio determinante:
rizzoli.jpg

Poi, però ho visto la professione del suddetto arbitro e mi sono rincuorato.

Colorado Kid, mistero quotidiano di King

Colorado Kid , 180 pagine che volano in qualche giorno. Accantonato ogni retaggio su Stephen King, ci si imbatte in una storia lineare su giornalismo, provincialismo e normalità .
La curva dell’interesse è una gaussiana: il plot prende pian piano fino al finale… spiazzante. Un mistero nel Maine, una morte misteriosa in un universo ristretto e familiare – ma non c’è nessuna Jessica Fletcher; tutto si “svolge” su un terrazzo, chiacchierando amabilmente verso il tramonto. Tutto fluisce, quasi insignificante, fino al finale spiazzante. Lo stile è piano, non si sa dove possa portare la storia, le aspettative sono disattese, occorre dirlo.
Ma la novella vola più altro, oltre il valore del testo e oltre i protagonisti stessi: se in stand by me emergeva il binomio amicizia e morte, qui, in estrema sintesi (e con minore soddisfazione) si parla di segreto e personalità . Una storia lineare ma irrisolta proprio come la vita di molte persone.
Il senso che se ne trae è devastante e solenne: nella quotidianità  di un giorno banale c’è la scintilla per stravolgere una vita. Famiglia, lavoro, denaro – tutto rivoluzionato con un piano premeditato (quale? non ha importanza!) e finito in tragedia.
I giornalisti (ottima stirpe, amata anche da King) brancolano tra supposizioni e pezzi sconclusionati di un puzzle, ma l’unico vero mistero è quello dell’imprevedibile animo umano.

misteri buffi con dario fo

dariofo.jpg Lo slogan è accattivante: “milano non aver paura, non sono un moderato”.
Ma, come per certi blockbuster il trailler è migliore del film, il claim ha superato lo svolgimento dello spettacolo.
Dario Fo e la campagna per le primarie, uno spettacolo un po’ confuso al PalaMazda. Fo resta un grande, ma il palco, la formula, il pubblico numeroso non si adattano al suo canovaccio: tutto un po’ sfilacciato, a braccio fino a sembrare sconclusionato.
Niente Bisio, niente Luttazzi, niente Grillo. Spariti dal sito e dalla scaletta.
Tanti politici, invece, non previsti. Inspiegabile: sembrava non sapesse che i 3 mila presenti già  erano dalla sua parte, e volesse ancora blandirli.
Jannacci è sempre gradevole, anche se l’acustica è mediocre. Va a finire che, come suggerisce un mio amico, abbiamo pagato 5 euro per assistere a un comizio….forse, però, l’intervento carismatico di Ken Livingstone (sindaco di Londra) valeva la scarrozzata nel gelo velenoso di Milano.

un giorno…

… non tanto lontano il sitone avrà  grafica e application server nuovo.
Un po’ più usabile e meno incasinato, con i contenuti più accessibili e strutturati.
Quel giorno potrà  tornarmi utile un sito come questo, in cui la forma è nulla ma la sostanza è divergente.
5 stelle!

In particolare, il codice HTML di questo esempio lascia intuire un messaggio, tra le righe: nessuna tecnologia è completa e perfetta.