contatore enel, feuilleton corrivo

Domenica sera, serata umida e fresca. Mentre mi dedico ai Simpson, mia moglie commette l’imprudenza di accendere la lavastoviglie mentre già  il forno coccolava la pasta al forno. A manetta.

In breve ci troviamo al buio, gli interruttori parziali sono intatti: è scattato quello generale, in strada. La chiave per aprire quel tabernacolo profano é … dove? In garage. Il garage è però catafratto: il motore elettrico è bloccato, come il resto.
Trovato il perno per bypassare il motore, sperso nel buio di cartellette di 3 anni fa, si pone un altro problema: la serratura, terribilmente ostica e problematica.
Da sempre. Non si apre. Sforzo. Scaldo. Ungo e insisto.
Alla fine, a metà  corsa, la chiave si rompe.
La segnalazione guasti ENEL 803.500 consiglia: visto che è al buio e dovremmo comunque divellere lo sportello e cambiare serratura: lo faccia lei, ora. E domattina le invieremo il tecnico a cambiare sportello e chiavistello.

Prendo cacciavite, faccio leva, scassino il tutto, con un po’ di ritrosia prima. Poi incazzato. Rialzo alla fine l’interruttore globale, guardo in casa e tutto è ancora buio. Riabbasso e rialzo, niente. Ancora, niente! E nessun messaggio d’errore.

Ma sento il bambino della vicina piangere a dirotto. Faccio un’ultima prova e controllo la casa per vedere gli effetti…cazzo! Le mie finestre sono tristemente spente, ma il terrazzo di Carla lampeggia come un albero di Natale, e siamo a Settembre. Nella mia furia iconoclasta, ho scassinato e manomesso il contatore della vicina. Ora la mia chiave è rotta dentro la sua serratura, e sono ancora al buio!

Con quell’ostinazione cieca e violenta che arriva quando si è incazzati e si pensa “tanto peggio, tanto meglio”, forzo anche lo scatolotto-contatore a fianco. Identico al precedente, ha il pregio di essere il mio e di frenare il melting pot nel mio frigo. I miei due vicini sono intanto scesi in casa, e cominciamo a ridere.

La mattina dopo un solerte impiegato rimedia alla mia indecente rozzezza. Nello scendere a ringraziarlo, però, un amaro seguito: la donna delle pulizie, finiti i suoi compiti nel paio di minuti in cui io spiegavo le mie malefatte, mi chiudeva fuori di casa. In ciabatte e senza chiavi.
Per il resto, una giornata qualunque.

allegria, intimità e adrenalina

Un matrimonio annullato ci regala una splendida giornata sul Benaco. Prima a Gardaland dove torniamo bambini (6 Blu tornado, 4 Magic Mountain, 4 Space Vertigo, 2 Fuga da Atlantide, 2 Colorado Boat… ).
Quindi a Sirmione, in serata, per una cena a lume di candela, tra la fortezza scaligera e la vista lago. Al “Piccolo Castello“, locale centralissimo bazzicato *solo* da stranieri. Alla cassa ho poi capito il perché.
Follia, entusiasmo e divertimento allo stato puro, non semplice evasione.

Non me ne voglia Fabulus, ma non posso evitare di fissare questi meravigliosi ricordi in poche immagini, sul suo “server”.

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un mese, un euro e un giorno

coppastrana.jpg Piccole novità  in arrivo. In mattinata rimbalzo tra gli uffici della Questura per il rinnovo Passaporto: Montebello-Cordusio-San Sepolcro. 10 giorni e il gioco è fatto. In sede W32.SObig.E infetta il computer di un dirigente e di qui tutti i colleghi nerazzurri. Dopo due giorni e mezzo di lavoro io e Corra mettiamo in linea il Sistema di notifica della cessione biglietti/tessere.

Piccolezze, la questione è un altra. I telegiornali aprono con vaccate tipo lifting
finiti male, medium che ritrovano ragazze sparite da anni. Ma intanto cambia la legge elettorale, ultima truffa di un accolita di cialtroni. I dessous della faccenda non meritano approfondimenti: 4 anni a emanare legig ad personam, eredità  scontate, condoni edilizi, capitali dubbi rientrati dai paradisi fiscali senza domande. La Cirielli, la Cerami, la riforma della scuola, la Gasparri e i decoder Mediaset scontati con i soldi pubblici. Ce n’è abbastanza? NO
Ora arriva (forse) la legge elettorale, nuova di zecca. E, peggio ancora, la non allettante prospettiva di avere, dall’altr parte, Romano Prodi.
Un conato soppresso, un rimorso di anarchia e un rimpianto di dittatura: scegliere Prodi come meno peggio è *oltre* la dose omeopatica.
Le primarie, altra baracconata mutuata dagli americani (che se ne intendono), servono a scegliere un leader. Qualcuno che abbia qualcosa da dire.
Il 16 ottobre il mio euro lo spendo per Fausto.

allo stadio, nel 2005

L’Italia non finisce di stupirmi. Da 36 ore stiamo correndo per allestire un sistema
per la notifica della cessione dei biglietti.
La realtà  è questa: se vuoi dare il tuo biglietto nominativo a un amico, entri in un labirinto kafkiano di documenti, sigilli fiscali, comunicazioni alle società …
Uno vuole fare un regalo, ed ecco la normativa che ti opprime… ti fa passare la voglia.
Spero che, almeno, questo ostacoli i bagarini. Ma quanto ho visto su TeleLombardia prima di Milan – Siena sembra mortificare le mie speranze.
Sentivo che l’emorragia di pubblico non si ferma: 100 mila presenze in meno nelle prime due giornate di SerieA. Qualcuno sogna che, la domenica, si resti tutti davanti alla TV, calmi, comodi. Con dopamina e endorfine a posto.
Lobotomizzati dal calcio.

mi riascolto una pietra miliare dei Punkreas

se la televisione stasera hai rifiutato
minaccian rappresaglia schierando l’appuntato

palermo-inter 3-2 spettacolo

Pomeriggio/sera di spettacolo in sede: una squadra brillante e tonica inanella traverse, punizioni micidiali, conclusioni velenose, pressing asfissiante, contropiedi e emozioni. L’altra è l’Inter.
Peccato per il serverone, messo a mezzo servizio da problemi seri alla memoria. Inarrivabile per buona parte del secondo tempo. Mannaccia.
Tutto fila liscio invece col digitale terrestre: ho alternato le due sorgenti video (SKY e LA7) nello screen-capture.
Dolenti note, invece sul fronte Inter Channel. La qualità  video è ancora peggiorata, la regolarità  della radiocronaca è stata più volte compromessa. Lo slot satellitare per le interviste è poi slittato alle 22e15: *due ore e mezza* oltre il fischio finale.
Ecco il confronto SKY-LA7, sembra abbiano visto due partite diverse:
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Infine, qualcuno che *nonostante tutto* ha ragione da vendere: i tifosi del Milan incazzati sul giro di vite negli stadi
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brindisi sotto il diluvio

Un vecchio amico è diventato papà . Lo conosco da sempre, quasi vent’anni.
Anche nel giorno del tripudio non si smentisce: pirotecnico e originale.
Brindisi per 15, infatti, sotto i portici del comune: spumante tiepidino e vodka Rachmaninoff, al melone.
Non il massimo, certo, ma l’allegria è contagiosa anche perché, confinati dal monsone umido in pochi metri quadri, sembriamo essere l’unico palpito di vita in una serata da lupi.

In compagnia c’è chi se la tira: partirà  tra poco per le Tanzania o per la Sardegna. Oppure chi favoleggia delle prossime vacanze, troppo lontane. Anche io e Fabiola c’eravamo preparati alla Toscana, ma, l’annullo del matrimonio maremmano, s’è annullato tutto. Un mistero dentro un altro fottuto mistero: perché?

E anche: perché UK e Polonia sono gli amici + fedeli degli USA quando si tratta di occupare l’IRAQ e sono invece i + tirchi quando si tratta di aiutare new orleans?

Siti di oggi
ExtenZilla: personalizzare in Italiano Mozilla, ThunderBird o FireFox.
Inter CLub NY in crociera. una bella iniziativa e un po’ d’invidia.
Database degli stadi mondiali: dove gioca l’Inter?
Siti XML e Tableless, case history reali (WOW)
Palinsesto DTT di LA7

phishing di fineco, anch’io

un amico diventa papà 
un altro rinvia il matrimonio

io invece salgo i gradini della scala sociale. Pur non essendo loro correntista, vengo personalmente bersagliato dal phishing di Fineco. Essì che proprio oggi, sul loro sito, condannavano questo messaggio come *truffaldino*
Che faccia di tolla questi spammer!

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privacy insidiosa

L’impiegata spolvera un sorriso birichino “cosa ci scrivo, qui?”
E io, prontamente, “metta: coniugato”.

Il rinnovo della carta d’identità  è un piacevole incontro con la burocrazia. 5.42 euro e in meno di 5 minuti il gioco è fatto, per 5 anni.
Finalmente ho la mia nuova residenza su un documento ufficiale. Ghignando pensavo al motivo per cui uno possa amputare la realtà  alla voce “stato civile”, non mettendo nulla.

Già  mi figuravo sprofondato su un divanetto di velluto, appartato una balera malfamata e pulciosa, abbozzare “guarda che questo non è il segno della fede, non sono neppure sposato: guarda la carta d’identità …”
che tristezza! ma in ossequio a quale privacy uno può mentire cose così importanti?

La grande Storia.

Proditioriamente ho fatto addormentare Fabiola per godermelo in santa pace, senza doverlo registrare. E’ la mia sola concessione a SKY, l’unico programma che non posso perdere sulla TV “generalista”.
La puntata su Giovanni Paolo I, formidabile come le altre anche se poco mordace, mi ha pungolato sulla frase ostensus magis quam datus.
Originariamente fu l’epitome del pontificato di Leone XI, strappato alla vita terrena a soli 27 giorni dal termine del conclave, ma può empiamente plasmarsi a qualche personcina che conosco bene che viva di sole parole senza dare in effetti nulla di concreto.

tassonomia

Tempo fa io e Fabiola stavamo ultimando una ricerca personale su un database immobiliare. Una base dati enorme, con maschere di filtro numerose e dettagliate.
Ieri dovevo stampare una segnalazione che lei mi aveva mandato per posta qualche settimana fa; ho girato tutte le mailbox e i backup del nostro corposo traffico cercando per parole significative… niente!
Più allargavo le maglie del filtro, più trovavo sue mail… ma quella incriminata rimaneva introvabile.

Alla fine ho sbrogliato la matassa
Mi aveva mandato un messaggio con
testo: “ho trovato…”*
allegato: file di word

contenuto del file .doc: la fotografia dello schermo di internet explorer recante il risultato della sua ricerca, con tutti i parametri dell’URL (importanti per poterla ripetere) microscopici.

*(segue) Vabbé, direte, almeno il nome dell’allegato sarà  stato cercabile, significativo…
Lei l’ha chiamato “questo qui.doc”.

Come fai a non amare una personcina del genere?

guglielmo gatti e peter pan

Un aperitivo foccaccioso con gli amici, una birra in centro attorniati dal vippume modaiolo. Quattro risate per commiserare un mercato loffio, parlare dei vecchi tempi e di gossip nuovi.

Una questione sollevata, per chi si trovi in limine ai 30 anni, è quella di fare “grandi scelte”: il lavoro, la casa, la famiglia e i figli. Si scherzava sull’impiego dei Motel, su come, in fondo, a casa coi genitori non si sia troppo male.
Come si riesca a fronteggiare il caro-vita e anche a divertirsi solo con la “copertura” finanziaria e morale dei tuoi.

Tutti i soloni sui media si sentono pronti a condannare queste generazioni che non si prendono le proprie responsabilità , che si laureano tardi, che si sposano ancora più tardi e non prolificano. Giudizi sprezzanti, come fossero una tara appiccicata a tutti.

Guglielmo Gatti era già  colpevole prima dei sacchi ritrovati: era single, viveva nella casa dei genitori, non aveva un lavoro. Era addirittura ancora studente. Insomma un simbolo bambinone, presagio di qualcosa di losco.

Ma cosa ha dato all’italia la generazione di 50-60enni che ora manda giudizi? Un boom economico cementato sul fatto che eravamo i Cinesi d’Europa. Un vicepresidente del consiglio che non sa l’Inglese, il nostro Amministratore delegato che vanta un analfabetismo tecnologico enciclopedico.
Pigliate un olandese di 60 anni, anche un postino, e fatelo parlare in inglese
o mettetelo davanti a un computer…

Non mi sembra che il sistema-impresa italiano abbia negli ultimi anni dato esempi illuminanti di performance aziendali o solidità  finanziaria.
La situazione è grave ma non seria