niente titolo, se c’è musica

L’unico amore che può perpetuarsi è quello imperfetto.
Mi piace l’idea di una sinfonia, di un accordo, di tre voci distinte che, a un tempo, mi fanno sorridere, riflettere e sperare. Con partecipazione e trasporto. Ecco il sunto dei tre post di ieri, mio di corra e di fabulus. Pienamente sottoscrivibili e condivisibili. Una gioia per gli occhi e, al tempo stesso, una stretta al cuore.
Tre modi di interpretare il passato, tre dichiarazioni d’amore forse goliardiche, forse disincantate. Ma non si depongono le armi.

Come se i cicchetti di Polaz, Teo e Termi fossero doni preziosi per un futuro incerto. A loro dico: non incazzatevi se ci saranno chat a pagamento o pagherete per sentire Scarpini.
Per noi tre, invece, l’angolo della metafora in questo odi-et-amo lungo quasi due lustri.

Morcheeba, Otherwise

It ain’t gonna hurt now if you open up your eyes,
You’re making it worse now everytime you criticise,
I’m under your curse now but I call it compromise,
I thought that you were wise,
But you were otherwise.

John Coltrane

Il Jazz è come un peto, piace soltanto a chi lo fa.

Acqua calda via IP

Già , ha ragione il Corra. Un po’ cinico, un po’ violento e un po’ tranchant. Ma ha fottutamente ragione: i primi 10 anni di Inter.it han visto germogliare una selva infida di personaggi per lo più strafottenti, impresentabili, incompetenti o semplicemente ignoranti. E nessuno di loro, si può ammettere in tutta onestà , ha fortunatamente avuto un ruolo operativo.
Forse io e lui non sappiamo comunicare, farci sentire, farci capire. Forse siam sfortunati. Forse non abbiamo un mentore potente, o lo abbiamo e ci snobba, o non lo abbiamo più o forse non sappiamo cos’è un mentore.
Ma quest’anniversario ha un retrogusto amaro, sfuggente. E non è un aperitivo, un happy-hour. Se i prossimi progetti aperti sono un blog-non-blog e una sezione sulla guerriglia insurrezionalista marxista-leninista, preferisco girarmi indietro.

Qualcuno si riempirà  ancora la bocca con servizi a pagamento, applicazioni che abbiamo già  approntato e abbandonato per incuria e ignavia. O solo per “quieto vivere” nel quotidiano rapporto coi tifosi. Noi facciamo questo, offiriamo quest’altro: di quello che guadagnamo faremo 50 e 50, intanto Inter paga 100 come costi fissi di start-up. (e noi ci facciamo arricchiamo la pagina “portfolio” del nostro sito).
Fa niente se lo si poteva sviluppare internamente, in modo personalizzato e con un feedback più diretto ed efficace. Se non presenti la tua idea in un powerpoint colorato e idiot-proof non appare un business appetibile.

Che, alla fine, cinesi e indiani ci stiano col fiato sul collo perché hanno anteposto la tecnica e il risultato e gli skill agli anglicismi di “killer application” o (pardon) “co-branding” che appaiono come il succedaneo dell’acqua calda, a luglio?

Non è la solita geremiade di chi si mitridatizza al turn-over dei dirigenti grandi principalmente a parole. E’ una sfida per i prossimi dieci anni.
Resto finché non sarò smentito.

pronti via, e si riparte

Ice Bar a Milano, Arco della Pace e Marilyn a Canegrate. Girobar dispendioso ma molto divertente. Rientro a notte fonda, stremato e alticcio.
Ci fosse stata brezza o un po’ di frescura, sarebbe stata una serata perfetta, con gli amici.
la citazione di oggi è:


Gaston Bachelard
Non esiste la verità  originaria, soltanto l’errore originario

Chiuso il I progetto PHP con Cristiano si riparte subito: lo invidio per il suo ufficio cablato Fastweb (due postazioni) e incredibilmente fresco. Ora si riparte per un nuovo sito, su fedora/mysql/php hosting seeweb. Speriamo quindi di aggirare qualche idiosincrasia saltata fuori con la configurazione PHP su IIS.

sentimento religioso

Negli ultimi giorni sono successe un po’ di cose. Riassumiamo.

I fatti
1.Bush (sì, quello che da piccolo era militare imboscato e da grande è guerrafondaio) pone un giudice dichiarato antiabortista alla Corte Suprema americana.

2.Scatizzi, vescovo di Pistoia: l’omosessualità  degenera la società  in quanto minaccia la virilità  delle nuove generazioni.

3.Mazzotta, parroco in prov. di Catanzaro. Rifiuta di celebrare le esequie di di una donna morta nel peccato: conviveva.

4.Acerra: la Madonna si adegua ai tempi e si muove nei clip dei cellulari.

5.Infine Marcello Pera. Questo sedicente filosofo, ex-laico, seconda carica dello Stato si esprime spesso come se fosse posseduto da Calderoli o dalla Fallaci. Insieme.


Le domande
1. Se la convivenza è peccato mortale, la pedofilia che ha macchiato alcuni religiosi come va considerata?

2.Perché i miracoli, le apparizioni si verificano solo nei paesi cattolici?

3. Bibbia e Corano non sono videotapes, o fumetti, o album fotografici. Sono libri rivelati, ispirati da Dio in persona. I miracoli sono descritti, narrati, raccontati. Chi disse ” Perchè mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto…”

4.Tutti i giovani osannanti al Papa, hanno letto le sue tesi domanda-risposta a chiosare il nuovo catechismo? Sanno che la masturbazione è affiancata allo stupro, nella sezione “peccati contro la castità “? Faranno la ola anche a Colonia?

5. (non c’entra nulla, ma visto che siamo al 27 del mese…) Se il vostro stipendio annuale netto fosse di 1550 milioni di vecchie lire, vi abbonereste a SKY o prelevereste ex abrupto la smart card dal decoder aziendale?

muta paradossa

Vi è mai capitato di discutere con qualcuno che, di fronte alla pochezza dei propri argomenti, prende a parlare in falsetto e alza la voce?
Repubblica di ieri chiarisce l’aspetto psicologico ed etologico della questione: tecnicamente si chiama muta paradossa

matrimonio baha’i

Canti, balli e poesie in un angolo di paradiso sperso tra le valli ritorte di Fortunago, nell’Oltrepo’ pavese. La più bella cerimonia cui abbia assistito, per coinvolgimento, intensità , divertimento e interesse. Dodici ore che son volate, e un temporale che passa e va con tempismo perfetto.
Multietnico, variopinto e artistico. Vivace e imprevedibile: il cerimoniale Baha’i in realtà  prevede una sola frase (!), ma l’estro di amici e parenti ha popolato un agriturismo davvero sdraiato tra colline coloratissime.

Non c’era alcun prete o “religioso”; io e fabiola eravamo al tavolo con altre 6 coppie coetanee, tutte senza figli. 90 persone in tutto, una sola bottiglia di vino (pinot nero Agriturismo Casareggio) e un solo amaro (Montenegro), seccati cinicamente da Jamo. Un tuffo nella “diversità ” davvero curioso e godibile, e ho scattato anche diverse foto

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u2, CoeXisT, il peana dei perdenti

Immag022.jpg Serata memorabile; il giorno dopo ti frullano ancora arrangiamenti e cori e giochi di luce. Il mio amore viscerale per il gruppo è stato ampiamente ripagato, emozioni preziose e canti a squarciagola. Ecco l’essenza del concerto, l’entelechia della loro ispirazione: Larry Mullen alle batterie per Sunday Bloody Sunday, Adam Clayton al basso per With or Without You, The Edge stranamente alle tastiere per New Year’s Day. Bastano poche battute, un paio di secondi e lo stadio esplode. Hanno in pugno una platea estasiata.

Musica, infine non fine a sé stessa, penetrante eccitante perché legata indissolubilmente (anche troppo?) ad alti valori, a slanci per un mondo migliore. Bono, solipsista e istrionico, oltre alla indubbia caratura artistica ha un indubbio pregio: abbracciare la causa degli ultimi. Elevare i perdenti. Da Marx a Ernesto Guevara questo refrain promette gloria e affetto imperituro.

Sunday Bloody Sunday, 33 anni dopo, smozzica i lamenti di un popolo, nordirlandese, ancora sbertucciato dagli orangisti.
Where the streets have no name, il pensiero alle baraccopoli e alle favelas, ai villaggi africani affocati nella disperazione anonima che non fa notizia.
Pride (in the name of love), omaggio urlato a Martin Luther King. Urlato dalla curva nord, quella di “Adolfo Presente” (inter-livorno, 2005) e “una curva di albanesi e negri” (inter-milan, 1999).
Miss Saraievo, la performance più alta e toccante, con la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: la suprema provocazione dell’utopia mortificata dai pensieri che ti frullano in testa. Quante volte è stata disattesa, anche solo oggi?

Oltre le mie paturnie su queste contraddizioni, la fredda cifra tecnica del concerto è stata eccelsa. Tutti entusiasti, anche gli amici più morbidi e, soprattutto la convinente soddisfazione di abbinare all’intrattenimento, al divertimento trascinante un attimo di riflessione.
In uno stadio stracolmo, fumato e berciante. In fondo questa è l’unica vittoria.

ingegner montgomery scott

Beh, non dico di essermi iscritto a ingegneria per lui, ma è stato il primo contatto con un futuro “collega”, la prima percezione di una professionalità .
Il primo sentimento che, sotto al potere e alle luci, ci fosse qualcosa di manuale, di tecnico, corposo e gravoso da capire e non sottovalutare.
Oggi, dopo il dottor McCoy, manca un altro pilastro della serie classica di Star Trek: Montgomery Scott

Hanno appena rifatto una puntata di “Next Generation” in cui l’ingegner capo dell’equipaggio di Kirk riappariva, come naufrago del tempo, 75 anni dopo. Emulava il blocco del tempo, in una astronave dai servizi vitali compromessi,
transustanziandosi il corpo in energia, confinato in un ciclo diagnostico infinito del teletrasporto. Il teletrasporto che lo aveva reso famoso. “beam me up, Scotty”.

Mi domando in quale serie, oggi, potrebbe spopolare un personaggio così umano, troppo umano.

anche tu, al meazza stasera

U2, è cominciata la fibrillazione. Le parole del Capitano, i racconti di Roby, i consigli di Piera. Niente a che vedere con le attese per i Rolling, Baglioni, CranBerries, Elton John, Giorgia o Vasco.
Difficile da esprimere, è una euforia viscerale non si riesce a scostarla. Cresce e prende piede con dolcezza, e il ticchettio al computer si prostra remissivo. Sto già  camminando verso lo stadio… troppi stimoli.

Non ci saranno “stay”e “angel of Harlem”, ma va bene lo stesso…

Eppoi, oltre alla passione per la melodia, il fascino della banalità -non banalità .
Un personaggio che, come dice The Edge posa “purtroppo con Blair, BUsh e Berlusconi”, te ne esce con
io sogno, e non sogno solo un sogno americano, ma un sogno europeo asiatico e in questo momento soprattutto africano

E’ proprio vero, “Il dovere consiste principalmente nel fingere che il banale è cruciale”.