NOTTE BIANCA E AFA

Romania, fine luglio 1994. Uno dei paesi più arretrati d’Europa ci
offriva il peggio di sé: un ufficio postale affollatissimo, tutto a vetrate, esposto al solleone, un solo sportello aperto.
Aria irrespirabile, ci davamo il turno in fila; quandosi iniziava a boccheggiare, si chiedeva il cambio.

Lo spettacolo di Milano sveglia, viva e in movimento è davvero impareggiabile. Gaber in piazza santo stefano, tamburi africani sui bastioni e frutta fresca a Palestro. Brioches in Duomo, una fragranza invitante già  alle due di notte. Una movida sana, e il gusto di scoprire un gioiello neoclassico in Corso Europa. Sì, a due passi dalla sede dell’Inter. Non c’è solo un ufficio postale!
La notte bianca lascia ricordi piacevoli, un rientro sulle gambe e la squisita velenosa sentenza del Capitano al parcheggio: gli altri amici sono dei “provinciali”, non maneggiano con destrezza le metropoli e le sue cerimonie.
Tanti spunti e tanti pensieri.

Peccato per l’ATM: l’acquisto del biglietto a Molino Dorino era un’ordalia che richiama appunto lo sfacelo rumeno; con in più le zanzare.
Anche alle 3 e mezza, poi, tutti i vagoni della metro sono stipati di gente sudata e stremata, come le mezzane nell’angiporto di Marsiglia.