una compilation di schiaffazzi

Da Repubblica di ieri, un monumento alle Timberland.
Per confezionare un paio di Timberland, vendute in Europa a 150 euro, nella città  di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro. Lavora 16 ore al giorno, dorme in fabbrica, non ha ferie né assicurazione malattia, rischia l’intossicazione e vive sotto l’oppressione di padroni-aguzzini […]
Nei mesi di punta d’aprile e maggio, in cui la Timberland aumenta gli ordini, “il turno normale diventa dalle 7 alle 23, con una domenica di riposo solo ogni 2 settimane; gli straordinari s’allungano ancora e i lavoratori passano fino a 105 ore a settimana dentro la fabbrica”.

Niente che si ignorasse, ma è sempre un terribile pugno allo stomaco.
Ma è solo un esempio, si parla anche della Puma articolo completo. E altre multinazionali: quando arrivano “gli occidentali” tutti i lavoratori-schiavi vengono lavati, rivestiti, ripuliti.
Due domande (retoriche) che acuiscono la mia cervicale, oggi che mi regalo
una giornata di assoluto riposo:

Ma la Cina, allora, fa paura solo a chi non ci guadagna sopra?
Dove ho già  sentito storie del genere, nel corso del XX secolo?