perso nel satellite, persi per LOST

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E’ ufficiale, LOST è una droga; raramente mi è capitato di essere rapito dalle trame di un telefilm. Fabiola conferma: finiamo di cenare in tutta fretta per una puntata intrigante, misteriosa ed avvincente.
Arrivo a casa tardissimo, diluvia e rinfresca violentemente.
In questo quadro non proprio edificante, diciamolo, LOST è una gioia per gli occhi. Al punto di voler condividere col capitano l’emozione e il trasporto, appena concluso.
La domanda è: nella tristezza della TV generalista è cosi difficile scrivere, girare e montare una serie, ben fatta e ben recitata, che non riguardi a) eroi b) santi c) forze dell’ordine?

Le storie umane si avviluppano magistralmente, senza scadere nel mellifluo o nel volgare o, peggio ancora, nella svendita di sentimenti tipo novela messicana.
Nella giungla tropicale, sopra la piccolezza disperata ma non rassegnata dei dispersi si staglia ieratico
John Locke, la maschera di un personaggio omonimo del filosofo. Molto interessante il suo impianto filosofico, con particolare riguardo alla dottrina sociale, per cui l’isola del Pacifico è un calzante brodo di cultura.

Per concludere la serata, poi un fantastico “dietro le quinte” di due ore sulla genesi di STAR WARS. Una prodigiosa ricostruzione, con tanti segreti e aneddoti svelati da Lucas, Hamill, De Palma, Spielberg, Ford, Fisher.