operazione cena-fuori/ter

Tre giorni in fila. Un happy-hour sotto la neve, l’inaugurazione di un locale ad Oleggio e infine una calda, intima festa di compleanno nella valle del Ticino.
Tre compagnie diverse, tante storie. C’è chi non vede l’ora di lasciare l’Italia. Chi è andato a vivere da solo, e ha una splendida casa fin troppo grande per una vita da single. Chi vive le passioni di estrema destra, quella sociale e incorruttibile; e scopriamo di essere d’accordo su tutto, gli opposti si toccano con nibelungica grevità . C’è chi riceve un calendario di nudo maschile, chi si sta per sposare, chi si spupazza con tenerezza infinita la mia nipotina. C’è il cameriere che è nostro amico, e rompe gli indugi sulle libagioni. Soprassedendo: tanto, al ritorno, si evitano le eventuali pattuglie con etilometro zig-zagando tra i paesi gelidi e sonnacchiosi.
Tre cene fuori con un occhio al portafoglio, e una gradevole occasione per riannodare legami un po’ sfilacciati o intrattenersi con chi conosciamo davveo bene, davanti a un enorme rustico fumoso caminetto.
E, sopratutto, la stupida curiosità  di avere ritrovato, col clima rigido, la puntualità : ecco Marco, Giuliano e i due Cristiani arrivare al ritrovo convenuto nell’arco di soli 5 minuti.
Stasera si bissa, ma con meno amabili conversazioni. Il derby, e mi sa che si vira sullo scatologico.