consumi e udinese

In corso Vittorio Emanuele, pieno centro di Milano, le Messaggerie Musicali non ti consentono di pagare i biglietti con Bancomat o Carta di Credito. “U2 FINITI” recita in corpo Times 72 un cartello affisso al desco. I Biglietti erano usciti 2 giorni prima. Com’è possibile, visto che si va in scena al Meazza?
Tant’è. Devio su Beppe Grillo, 10 Marzo, 50 Eur per due biglietti. “Accettiamo solo contanti o assegno. Altrimenti può andare a prelevare”. Sull’affidabilità  di un assegno, mi viene un sorriso.
Ma sbotto, beffardo “benvenuti nel terzo millennio”.

Secondo episodio.
“In Farmacia omogeneizzati e pappine costano meno” sentenzia un cartello a Casorezzo. Turbato da un’avvenente ragazza, le concedo la fiducia per le mie labbra. Scelgo un burrocacao. Anonimo, a canna mozza. 3 euro e 80, alla faccia.

Infine il terzo incomodo. Un presentimento.
Guarda l’ora, l’una del pomeriggio. Mi sento che stasera l’Inter sarà  danneggiata da qualche decisione arbitrale. Vorrei sbagliarmi, ma il mondo del calcio un po’ lo conosco. E, coll’Udinese, in genere si scottano quelli che le oligarchie le gestiscono, non quelli che le subiscono. Dal 14 Ottobre 2001, al 5 Maggio 2002. Tenera con la Juve, acida con l’Inter. Ma sono solo un malfidente. Spero di sbagliarmi.