la festa del giorno dopo

L’anno si sta per concludere in modo molto triste, certamente il bonifico fatto a “un aiuto subito” mi fa sentire meglio; ma le proporzioni della tragedia nel sud-est continuano a scioccare. Come un disagio martellante nelle viscere, nello stomaco; suona assurdo dedicarsi alle inezie di tutti i giorni: inventario interclub, inter-faccia da mettere in linea e altre piccole migliorie.

Certo è che l’anno bisesto ha forse chiosato le minacce partorite da “the day after tomorrow”. E’ stato un 2004 molto severo; innumerevoli i disastri a sfondo climatico: Ivan, Frances e Charley solo in Florida. Altri uragani nei Caraibi. Maremoti in Giappone, a settembre. La mia coscienza ambientalista sussulta: sotto natale abbiamo respirato polvere sporca ma la portata di questi fenomeni è decisamente maggiore!
Viene anche da dubitare: come si può festeggia con “bombe di maradona” e spumante avendo negli occhi quelle immagini? Domani mi aspetta la montagna: Fabio, Gigi, Paolo e tutti gli altri. Sciare!

fisica in primo piano

La sede è spopolata. E’ il momento migliore per riflettere e rilassarsi: è incredibile ma l’open space conta due presenze su sedici posti. Il web-lab 4 su sei, e si folleggiava sulla necessità  di un “piano-presenze”; curioso davvero, dato che non saremmo neppure obbligati alla presenza.
In effetti, quanto per pavidità  viene cassato un sondaggio (a risultato non palese) sul migliore nerazzurro del 2004, sarebbe meglio starsene a casa.

La Tv è fissa sull’immane tragedia che ha colpito il sud-est asiatico. Impossibile non essere segnati dalle immagini di devastazione che la natura ha riservato per alcuni dei suoi figli più poveri. Siccome ogni lamento o ogni considerazione è decisamente pleonastica, mi limito a fissare le aride e asettiche note di geofisica.
La conservazione dell’energia, innanzitutto. Sopra l’ipocentro l’energia sismica si trasforma in energia cinetica; lo smottamento del fondale nel punto di contatto ta le faglie genera, per azione-reazione, un brusco spostamento di masse d’acqua.
Il fronte del treno di onde, si sposta ortogonalmente alla direzione ove si origina il lavoro: il bordo tra le faglie si snoda da nord a sud e lo tsunami si sposta con maggiore veemenza verso est e ovest. Allo stesso modo il lavoro elettrico genera un campo elettromagnetico in un piano ortogonale.
Infine la conservazione della quantità  di moto: i marosi, avvicinandosi alla battigia, trovano un fondale più basso. La loro velocità  decresce e quindi aumenta la massa: quindi il fronte dell’onda s’impenna fino a decine di metri.

natale coi tuoi

Un profluvio di CD e DVD, vestiario e necessari strumenti per migliorare l’igiene personale. Questo ha portato il Natale, un breve periodo di abbuffate e di festa conclusosi con lo sfarzoso e impeccabile citazionismo di Shrek. Fabiola si è impegnata non poco: 12 commensali sono il limite fisico di casa nostra.
L’empito perfezionista per antipasti, dettagli e biancheria ti svuota. Una soddisfazione impalpabile, e ti ritrovi stanchissimo, con la casa da risistemare e la piaga dell’over-packaging.

Ma cosa resta del Natale, i fiocconi e la messa cantata? Senza dubbio un’energia positiva, un’occasione per passare tempo con chi normalmente si vede di sfuggita. Chiacchierare ed abbuffarsi, tutta la tensione della corsa ai regali si stempera in una bella bevuta.

Eppoi, perché no, è un invito a “sistemizzare” alcuni rapporti personali che il rirmo del lavoro ti induce in buonafede a trascurare: il torneo di scopone, la cena coi colleghi e la partitona a scopone, la vigilia, in sede all’Inter. Sono scelte eloquenti:il tempo ti consente di scegliere e organizzare i tuoi valori e i tuoi affetti.

Oggi il clima in sede è piacevolmente sereno e costruttivo. Mi dedico all’hardening della macchina e al backup dei dati. Ho trovato un ottimo ausilio sulla diagnostica dei firewall software per Windowz.

1492 – la cena di Natale?

3264198.jpgUn bel periodo, appesantito dalla stanchezza e dalle incomebenze dei giorni di festa. Ma molti segnali positivi. Partendo alla larga, ma da citare:
Paolo Mieli torna al C0rsera parlando di un giornale “sereno, autorevole e schierato, ispirato ai valori di Milano: libertà  resitenza e antifascismo”.
Thierry Henry presenzia a una premiazione FIFA rimarcando il peso delle sue letture.
Nel privato, bazzico interessato nel mercato solidale di Pagano, trovando cose utili e a prezzi davvero contenuti.

I paria nerazzurri (cioè colleghi non-del-settore-commerciale) devono autoprodursi la cena di natale “con mezzi propri”, al ristorante colombiano di via Venini.
Al di là  degli slanci baciati dai fumi dell’alcool, ci si diverte e si mangia sudamericano con entusiasmo e euforia. Qualcuno in alto varca il limite, eccedendo in posture sconvenienti… qualche altro riesce simpatico restando decoroso e misurato. Un retrogusto amaro si svela ascoltando i discorsi sul treno, di altre feste e cerimonie aziendali, ben più fastose e gratificanti. Ma comunque un’ottima occasione per frequentare altre persone fuori dall’orario d’ufficio. Non che mi mancassero i venti euro per me e mia moglie, ma se lo fa anche lo Spezia Calcio, non possiamo sentirci considerati un po’ di più anche noi?
Forse un metodo c’è: fregiarsi di una nota-spese ben più corposa e movimentare borse straripanti di regali con l’allure di chi uno che se l’aspettava.

Vebbé Ridiamoci su!

il bello del parco

Un periodo di ritocchi produttivi: il foglio di stile, l’Inter Quiz. Quindi il catalogo online da scaricare e qualche intro natalizia. La sede brulica di pacchi e di persone concitate nel perpetuare le loro amicizie disinteressate. Senza trovare cioè il tempo per dedicarmi al progettone per cui ho davvero firmato, ma ci sono piccole soddisfazioni. Oggi anche Inter Channel si è ricordato di me, e ho un bel DVD da sfogliare.

Le attività  di ieri, me lo ripeto a mente fredda, sono state rallentate dal blocco del centro: la manifestazione della Lega contro la Turchia mi ha imbottigliato in via Cerva per 40 minuti. Libertà  di opinione a parte, mi pare ci fosse un po’ di confusione: coesistevano bandiere con l’aquila asburgica accanto a quelle col Leone di S. Marco.

Dopo la grigliata di ieri, sono stato rapito dalle panoramiche del parco del Ticino cui mia sorella ha iniziato. Le ha fatte un suo collega, e sono dei piccoli capolavori di digital-imaging.
Mi chiedo perché non ci faccia un bel calendario o le diffonda…

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rompete le righe

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Un’Inter volitiva doma la Leonessa. Toni trionfali, ma forse c’è stata solo un po’ di confusione, in campo. Un Adriano spaziale, un Vieri tenace. Tre punti e tutti contenti. I sudamericani saltano il dovere delle interviste e, sbrigativi, fuggono in aeroporto. Tutto questo snellisce il lavoro in sede.
Se ne partono, garruli, con videoproiettori, decoder, macchine digitali e stampantine: la sede si è riempita di scatoloni a trentine. Un regalo importante per ogni calciatore, ora tutti in festa.

Peccato lasciare Milano: l’aria è tersa. Voltando lo sguardo si riconoscono i contorni viola di Alpi e Appennini: tutti i colori sono più vividi e intensi. Un po’ di malanimo per il Natale sfuma: io e Fabiola ci industriamo a costruire ceste con
prodotti gustosi e non banali. Credevamo di risparmiare e invece…

Juve-Milan viene vissuta tra pizze e birre, davanti al caminetto. Chi rompe una sedia, chi dopo un po’ si addormenta. Le ragazze che ciacolano. Oltre il mondo lussuoso e patinato di giocatori e centri commerciali, però, ci sono ombre che un po’ mi turbano. Il fascino della fuga rapisce un caro amico pronto ad espatriare: la moglie colombiana ha perso il lavoro e lui spasima per una dimensione in cui vivere più tranquillamente. Tiriamo tardi parlando di occupazione aziendale: stipendi arretrati da riscuotere e un natale al risparmio per un’altra amica, per cui si avvicina l’ora delle “decisioni irrevocabili”.
Nel bel mezzo dell’atmosfera natalizia.

Il troppo

Il TG5 la sera è diventato una vera delizia: ignori cosa stia succedendo nel mondo, ma in compenso: sai tutto delle Lecciso, dei rampolli Windsor e dell’ultima intervista a Lady D1ana. C’è un bambino che fugge di casa per imbucare la lettera a Babbo Natale, la nuova fiction americana sulle casalinghe inquiete. Riesci a fugare poi ogni dubbio sul costo dei panettoni o dei pandori farciti. Troppo glamour!

Oggi la rosea, come agli albori, esce completamente in verde per omaggiare il nuovo film di animazione della Dre3amworz. Meno male che non l’ho comprata!
Più della metà  delle pagine è completamente dedicata a Shr3k2. Stessi orpelli
nella versione online; riesco a contenerli solo con Opera. Prima spot di 7 secondi a tutto schermo, poi la home page: bannerone 720×180, dhtml layer floating sulla cartella sinistra. Anche un pop-up dhtml nella colonna centrale. Troppo shrek!

il fantasma degli altri natali

scrooge-strip.jpg Un po’ di tempo fa mi fregiavo della divisa dell’Int3r. Avevo anche due biglietti di servizio per tutte le partite interne. Un pass parcheggio stagionale; una tessera di tribuna stampa. Se c’era il derby, il M1lan ci omaggiava di (almeno) un ingresso.
Prima di ogni trasferta europea c’era una sentita cerimonia: il sorteggio “in sala mensa” dei nomi di due persone che si aggregavano… come turisti.
Quando arrivavano le feste, poi, rimediavo una bella sporta di delizie, il presente dei calciatori e, altrettanto istituzionale, un bel cabaret di trofie fresche.
Direttamente dal golfo del Tigullio, col vasetto.
Ci si imbellettava per presenziare azzimati alla festa di Natale, nella depandance della villa di Imbers@go.

Ora i calciatori si spostano in treno.
Tutte le piccole gioie -benefit, si direbbe con franchezza- elencate si sono dissolte col tempo; centellinate fino a svanire, come un sentiero che non riesci più a distinguere, tra le erbacce.
Ma sono contento perché non è un patrimonio smarrito, ma semplicemente destinato ad altri: mi figuro questi “fortunati”, quando i giornali oscurantisti parlano di crisi.

xmas tale reloaded

La favola di Natale ha un sapore agrodolce: 12simo pareggio, raggiunto ancora rimontando. Solo due punti all’Inter Quiz, ma infastidiscono di più i silenzi eloquenti sul sitone. Qualche giocatore fa le bizze, bisticcia coll’allenatore e poi strombetta il suo malanimo alla tv locale compiacente. E, se da una parte si lotta per ricomporre, dall’altra si distrugge con disinvoltura. La realtà , amara, è che si trepida anche per come impostare un semplice titolo.

Nonostante queste tossine, la sede è piacevolmente brulicante: c’è Ema e soprattutto Leo con un pargolo che è lo splendido emblema della salute.

Il sabato è dedicato alla Fiera dell’Artigianato. 8 ore a scarpinare tra uno stand e l’altro, per la delizia delle ragazze. Un gran bailamme multicolore e multietnico, molto apprezzato anche se assediato dalla folla. Il tutto condito con innumerevoli leccornie da gustare. Ma io Luca abbiamo un’alta missione, e la perseguiamo con maschia determinazione: scroccare il più possibile. Oltre ai banali assaggini, ecco arrivare penne, magliette, portachiavi, portamonete, poster, libretti turistici e anche un bel mazzo di carte. Rientriamo ben tardi, con diversi gradi sottozero, troppo stanchi persino per disfare le borse.

superfetazione ufficiale

Il cittadino medio italiano è “un ragazzo sugli 11 anni, neanche troppo brillante a scuola; non sederebbe nei primi banchi”. Ho riportato questa frase. Chissà  che, rileggendola, capisca davvero chi la proferisce e come mi consideri.

“Quando una massaia entra in un negozio e allunga la mano per comprare un tipo di pasta rispetto a un altro, la situazione non è dissimile alla decisione di fronte alla quale è posto il cittadino che va in una cabina elettorale e ha tutta una serie di simboli”.

Cav. Silvio Berlusconi, 9 dicembre