Everybody’s changing

Perché sbattersi per scrivere qualcosa di sagace quando si possono usare i versi delle canzoni? Anche alla festa di Rifondazione eravamo indecisi: T-Shirt con lyrics di De Gregori, Guccini o De Andrè?
L’incipit è mutuato da un gruppo cui il “perfido albionico” mi ha iniziato: i Keane.
Melodie di facile ascolto, ideali per il viaggio. O per effigiare il periodo di grandi cambiamenti che mi casca addosso.
Uno spavento in rientro per lo zio vittima di un malore, e la camera digitale, rese cubiste le foto con Mancini, che finalmente monta correttamente la nuova card di memoria: Favignana trema!
Soddisfazioni professionali per Faby e Cry: la loro carriera progredisce.
Abbandono il discorso cresciutosi spinoso decantando la calma e quiete in sede. Nessuno rompe i coglioni, solo qualche emergenza inderogabile: sempre incombente. Ma il ritiro, come una suocera greve, è a debita distanza. E ci lascia con in nostri gossip sul trattamento inverecondo cui siamo destinati.
Mesi senza contratto, colloquio estemporaneo, lettera con mansionario fumoso e obbligo di firma *immediato*. Oppure il purgatorio del contratto a progetto: mi sto documentando.
Mannaggia, volevo svicolare da una questione spinosa. Ma gira e rigira…

“l’aria fresca…

…della domenica mattina” è impareggiabile. Tutto più tranquillo ordinato pulito e rinfrescante. Sono le 7 e, come preventivato, arriva l’annuncio di Davids.
Un cappuccio al bar in piazza, per non svegliare Fabiola. Faccio lo sbòrone e poi via, al computer per il panegirico d’ordinanza al pitbull.

Da quando ho messo il climatizzatore ci è piovuta addosso un’estate fresca. Il termine di paragone è la festa di Rifondazione al Mazdapalace: l’anno scorso ci divoravano le zanzare. Quest’anno Miriam e la Faby invece ripiegano addirittura su un maglioncino.
Setacciamo la solita congerie di convegni stand bancarelle: G si concede un’invidiabile maglia tipo college, con impresso CCCP. Io lo emulo, poco dopo.
Tutto sembra andare per il meglio: per i colori nerazzurri è il momento della consueta ricorrente incontenibile istintiva euforia per il futuro.

trinacria

La casa si avvicina alla sua entelechia: ora con anche i dissuaasori per i piccioni abbiamo una piccola reggia. Nessuna finitura sibarita, ma io e Fabiola siamo davvero orgogliosi di tenerla a modino, anche se è uno sbattimento.
La settimana è fuggita frenetica. Stavolta non è un modo di dire: allenatore,
tre giocatori, l’agenda, le maglie, i nuovi banner. La partenza del ritiro. Il bilanciamento del carico, la newsletter da far ripartire e, infine, le ricorrenti dicerie su come sarà  l’inter che verrà .
No, non quella dei panfili ormeggiati in gallura. Quella delle fotocopie troppo costose, o del triplice preventivo per un disco fisso da 200Gb.
La digitale intanto mi abbandona: me l’hanno sostituita ma il processore incespica sulla de-compressione Jpeg. Vallo a dire a tutti quelli che, ieri in sede, si
pavoneggiavano per la foto a fianco del Mancio…

Le mie risorse, mentre la serata volge al brutto, sono al pensiero del mare “sisciliane” che m’aspetta. Libri, prenotazioni, oggetti da traghettare. Mare e riposo, soprattutto per leggere in santa pace quello che voglio, e accoccolarmi alla mia regina, ultimamente di salute un po’ troppo cagionevole.

INTERLAZIONALE

Lo snellimento dei costi prosegue fruttuoso. La forza lavoro decresce ineluttabilmente. Infatti salutiamo Teo e Antonio che si permettevano di suggere impudenti fino a 500E. mese.
Meno male che le sgradevoli intenzioni sono state loro trasmesse con la solita sobria solerzia societaria. Ma come suggeriva Stefano, potrei mitridatizzare il disagio. Troppa malinconia dovuta all’incertezza; meglio troncare qui e leggere dovunque le frasi invece felicemente puerili dei nuovi beniamini.
Tra Burd1ss0 e Camb1ass0 va’ finir che ‘n si vince ancora 1 c*sso.

Suocera non-protagonista

Tempo di spostamenti senza un preciso progetto: mamma e sorella incredibilmente insieme sul mar Rosso. Cristiano (tutti e due, con familiari) ad assaporare un finesettimana sull’Adriatico.
Io sono quello che si sposta meno, preparando però tutti i dettagli per la Sicilia.
Mi concedo invece una serata, con Luca e G, all’Highway 26. Una
discoteca all’aperto spersa tra le steppe di Cantalupo. Il parco, il personale e gli arredi sono molto curati (verrebbe da dire “esclusivi”, per tirarsela): sembra quasi un locale in Toscana. Gibigianne sulle piante e prato che SanSiro se lo scorda…peccato per il beveraggio scadente e la musica (ancorché sorbita dal “Conte” Nardi) troppo ripetitiva e tronfia di sé stessa.
Partono i saldi, infine: eccomi risucchiato nel gran sabba di negozi, vetrine e cartelloni fosforescenti. Cammino, mi concedo qualche libro a prezzo di realizzo, e assecondo Miriam e Fabiola.
Quasi per amnistiare pene pregresse, poi, paga quasi tutto lei.
Carramb4ta
L’episodio più spassoso resta comunque quello di mia suocera, che pensava solo di sbellicarsi con una compagnia dialettale grazie a due biglietti (di origine nerazzurra) piovutile indosso aggratis.
Invece si è trovata a impersonare la parente di una celebrità  interista – contumace- e a ritirare addirittura un premio, fra gli onori e le galanterie dei convenuti in teatro.

massimo sindacale

Una lettera vaga e fumosa, siglata da un re morente tenutario di una società  che ha -ancora- due giorni di vita. Si riassume così, in un modo un po’ lirico, il legame che esiste ancora con i colori nerazurri.
Tanti co.co.co e nessun contratto valido. Tante voci e nessuna certezza. Poche idee, ma confuse.
Tanti commenti e dubbi non fugati, ma lo stesso spirito abbastanza goliardico. Come gli zombie di Romero tornavano istintivamente al supermercato, così io mi siedo regolarmente al computer. Benchè non ci sia nulla che mi vincoli o mi qualifichi a farlo.
Arrivano anche baldanzosi nuovi giocatori, parte invece dimessamente qualche collega. Come un sottofondo musicale new-age spalmato un plot splatter, si finge che tutto funzioni come sempre. Come sempre, qui.
Ed è forse proprio questo che mi sconcerta, davvero il massimo che si possa accettare.