La vendetta ai posteri

L’autorevole testata “Metro Milano” recita: nel 1520 veniva assassinato Montezuma.
Sono reduce da tre giorni in campeggio, borderline tra Veneto ed Emilia. In una lingua di terra ritagliata tra le foci dell’Adige e del Po c’è la roulotte dei miei suoceri. Come salmoni, hanno capitolato di fronte al richiamo ancestrale della terra natia.

Il campeggio è coinvolgente, ti aiuta a socializzare. Vivi a contatto con la natura, riposi su un giaciglio terragno. Imbastisci piccoli discorsi davanti a tavole grandi imbandite, con quella cordialità  cortese che ricorda le gite in montagna. Ritrovi una confortante benevolenza spontanea tra sconosciuti, a scapito però dell’intimità  e dell’inquinamento acustico. Ho cenato con piacere con una amica, greve di consulenze e master, restituita alla sua più umana dimensione bucolica del paese d’origine, Mesola.

homersimpson.gif Amenità  a parte, in campeggio ho ritrovato Massimo P. , difensore ex-interista. Militava in nerazzurro quando arrivai, 8 anni fa. Lui era stopper, non già  difensore centrale. Oggi è il giorno in cui scadono i contratti, dei calciatori e di noi inferiori; questo ci accomuna, pensavo. Ci accomunava in passato e anche oggi; chissà  se, da ex, prova ancora emozioni per questa scadenza!
Vivo con apatia emotiva quest’ultimo giorno contrattualizzato, come riassunto dal mio precettore, sopra effigiato: “se vuoi protestare non scioperi o fai casino: fai il tuo lavoro da vera schiappa come tutti gli altri giorni”.
Per il futuro ho poche pretese. Certo far parlare di me all’Inter, negli anni a venire, sarebbe una bella soddisfazione. Lasciare un ricordino per tutti come Montezuma, poi, sarebbe una squisita goduria.

Conti della serva

Mi preparo per un finesettimana lungo al mare, ma mi colpiscono alcune cifre sulla stampa. Repubblica: Abram0v1ch cena, con moglie,per 35mila euro in Portogallo.
Corriere: vanno a ruba i loft extra lusso in centro. Rimangono sul mercato solo un paio di mesi. A partire da 12 mila eur/mq
Repubblica: per la sola villa in Sardegna Dorian Gray spende, all’anno, 150mila euro per l’acqua e 260mila per i trattorini tosa erba.

DD-hinten.jpgOra ripiego su qualcosa che invece arriva dal mio pianeta: il prezzo del cocco è raddoppiato da quando c’è l’euro. Mi rallegro per quattro spiccioli rastrellati con una scommessa su Tetrinet, ma l’attenzione è rapita dal magro giorno della sua gente attorno. Nonostante una dovuta ma astratta consolazione padronale, il destino di tutti i co.co.co è più incerto che mai. Solo voci sconfortanti che sono zittite dal glamour lunare di spese folli sui giornali e “lucignolo bella vita”.
La realtà  di tutti i giorni è invece ben diversa; si sbraita, ci si diverte, ci si mette passione. Ma a volte si è in balia degli eventi.
Ci rido per esorcizzare, ma permane il doloroso imbarazzo del quadro della non-situazione raccontato a parenti ed amici.

Caccia alle balene

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La strada tace, e ancora due anni di limbo. Uno di quei momenti in cui, anni dopo, riesci sempre a ricordare dov’eri. Come quando volò via Senna.
Ieri ero in panciolle, svaccato a sentire la Gialappa’s Band. 10 anni fa, negli USA, sempre contro la Bulgaria, festeggiammo la vittoria con un tuffo nella fontana. I tempi cambiano: la vittoria non basta. L’ascendente di civiltà , ordine e decoro che emanano i popoli scandinavi esce ridimensionato. Come quando sento parlare di norvegesi che sterminano cetacei, imbarcando acqua e sangue.
Il pareggio è l’esito infelice di una situazione imbarazzante. Brucia perché, lo sento, divamperanno discorsi come nei migliori (peggiori) periodi di foia nerazzurra.

feste e incontri

Festa bianca
La gente è già  allegra sulla metro, qualcuno suona l’armonica. File paurose ai
distributori di biglietti ATM e palco bassissimo in piazza Duomo. Sono le uniche
pecche di un sabato fresco non-stop a Milano. Per una volta il bighellonare fino a stremarsi ammiccando alle endemiche passeggiate a Londra e Parigi: è piacevole.
Poi stupirsi per le gare di scacchi, risiko o rollerblade spuntate dove di solito
si incrociano personaggi affrettati o incazzati, o entrambi. Il concerto di RTL è poco fruibile, ma gradevole. Toccata e fuga di tutti gli artisti. Ma la folla non se ne cura più di tanto, e ci rapisce la curiosità  dell’insolito.

Festa deliziosa e carrambata
Il matrimonio della “voce ufficiale” nerazzurra si consuma lontano
dal traffico congestionato del finesettimana. Non si parte, ma si arriva in un
santuario appoggiato su colline lussureggianti. Una strada sinuosa limata da pioppi giovani e la limousine
bianca che arranca, per svettare tra gli alberi. Un’occasione propizia per
conoscere meglio molti colleghi, legalizzando quella socializzazione che si fatica a concretizzare per stress, per ritrosia o addirittura per consegna del silenzio.
La partita della nazionale poi dà  un tocco originale al cerimoniale, senza però
lenire il buonumore generale.
Il ricevimento è sui prati, una piscina confina i musicanti e i tavoli sono di un bianco sgargiante. Come Barbara e Myra, ma non la sposa di celeste avvolta.
Chiacchiero tutta la sera con una coppia di amici di Roberto: lo hanno conosciuto alle Maldive.
A fine serata realizzano che sono sì sposato, ma che la moglie è a casa (e non certo Barbara). Quindi rivolgo la domanda fatidica: e voi cosa fate? Ecco mettersi a fuoco uno scenario sbalorditivo: non solo conoscono Fabiola, ma anche mio cognato. E lui è cresciuto nello stesso stabile dei miei
consuoceri, a Corbetta!

Epilogo
Sono fortunato, ripenso (ora che diluvia) i momenti piacevoli. Leggo
e mi svacco, che sfizio le domeniche a poltrire senza l’angoscia di andare.
Le storture e le brutture sembrano lontane. Rifletto: la pandemia di co.co.co in
estinzione è meno virulenta se ammorbidita dalle medesime preoccupazioni
sentite ad Appiano. E l’estate è ancora più sgargiante sotto la pioggia.

Un calcio alla signorilità

Pendolino infruttuoso
Dopo essere stato rinchiuso nella web farm del server compromesso, mi aspettavo di tutto. Scioperi dei treni e il boss che pranza nella nostra enclave di sottoproletariato. Allo stadio si celebra, in una splendida giornata, il 5^ torneo “De Gasperi”. Corro a bordocampo, sprecando frasi corrive agli amici in campo (per poco). Quest’anno ci sono calciatori più smaliziati, professionali. E i nerazzurri svettano. Ma resta, dopo un salamino e una birra in tarda serata, un po’ di rimorso per una dimensione più umana ormai sorpassata.
Charlie ti ascolta
I progetti estemporanei cui mi dedico sono minacciati da un subdolo nemico invisibile: la prodigalità  con cui ci si confida a amici e conoscenti. Il telefono, la mail, addirittura una di orecchie indiscrete. Ora basta! Anche i segreti di pulcinella venno custoditi come quelli di Fatima. Chissà  che le cose vadano davvero meglio, a non parlarne.
Rombo di Scaracchio
Un dirigente della FIGC ha strenuamente difeso Pupone dai suoi impulsivi esuberi di salivazione. Ai miei tempi era peggio… se avessi avuto una pistola… ti fanno andare fuori di testa… Che poca dignità .
Invece mi esalto ancora di più quando vedo un allenatore che, segnato un gol della madonna, resta impassibile in panchina. Magari smozzica un sorriso, tanto per non svendersi come altezzoso.
America’ facce Tarzan
Nei giorni scorsi una serata senza pretese ha invece aperto nuovi orizzonti. Protagonista il film The Core: una grandissima boiata farcita dei più ritriti luoghi comuni a stelle e strisce. Il solito sfigato che intuisce la catastrofe incombente. Una missione eroica, disperata e a eliminazione (Armageddon, Alien).
Ma qui si entra nel sublime: la parodia di “Viaggio al centro della Terra” infatti si concede di risolvere le anomalie elettromagnetiche del nocciolo mediante profusione di armi nucleari. Tutte le leggi della fisica e della geologia sono allegramente buttate nel cesso. Addirittura una passeggiata (a pressione ambiente) tra i cristalli del mantello. Questa perla nobilita XXX a capolavoro del neorealismo.

Ritorno al Poli

Piadina colombiana
La pausa pranzo mi restituisce un po’ di atmosfera universitaria: un vagone anni ’50 delle Nord vomita me e Barbara nel campus Bovisa. Universitari e piadine; “ambiente informale” si potrebbe dire con distacco e sussiego. Il sole batte incosciente, e le strade brulicano di studenti, coi loro sandali, con il loro cavallo basso. Il viaggio in treno, restando per una volta nel ventre della città , rende gradevole la chiacchierata.
Mac Gyver pensaci tu
Gli eroi azzurri (in Portogallo) chiosano l’opaca prestazione attaccando i ferri del mestiere: calze irritanti e scarpe soffocanti. Mi ricordo le scuse accampate ai tempi oratorio: ora guardo quanto spazio hanno trovato sui giornali queste str*nzate.
Per la Svezia (venerdì, luna nuova) sono pronti i tessuti della Nasa e un inibitore dell’influsso gravitazionale lunare.
La dignità 
L’ho raccontato a mia sorella (non è un modo di dire) per ravvivare l’importanza del voto, anche quando si è sfiduciati dalla politica.A Ripabottoni, in Molise, la lista del sindaco non ha ricevuto nemmeno un voto. Nemmeno lui si è votato. Se non è dignità  questa!
Banda del buco
L’approssimazione con cui sono stati tagliati i fondi del CED si è fatta sentire.
Un sistema operativo di tre anni fa è stato bucato lo scorso 1 giugno. Con tanto di sniffer che ha anche incasinato il lavoro di altri innocenti

commedia bucolica

Telelombardia buca il video annunciando le ventilate dimissioni dell’ennesimo allenatore. Rinfaccia più volte che non ci sia né conferma né smentita ufficiale sul sito. Un po’ mi indispongo, quasi toccato sul vivo. Come d’Annunzio sopra Fiume, vorrei intervenire, poi soprassiedo languidamente.
Anzi, mi allieto della puerile ingenuità  con cui il dirigente di turno confessa di non essere al corrente degli sviluppi, quand’anche l’uscita sull’ANSA è pacifica da decine di minuti.

Il viale alberato sottocasa profuma di tiglio, il mio professore di matematica diventa sindaco di Ossona (battendo il mio catechista). Mio cugino (suo allievo) diventa invece sindaco di Casorezzo (battendo la figlia del mio dottore). Tutti e due per il centro sinistra. Cosa vorrà  dire? Che posso prenderli un po’ per il culo con più spunti.

Frasi celebri

“Ne avevo davvero bisogno”
Ecco tutta per me una confezione di “P e n 1 s E_n_l_a_r_g.e_r”. Finalmente i vagheggiamenti si concretizzano nella colorata confezione (a forma di videocassetta) regalatami dai colleghi, al lavoro.
Formidabile! Era rifinita davvero con cura, tanto da convincermi fosse autentica.
Gli infiniti istanti in cui brancolavo in cerca di frasi diplomatiche (per non ferirli e – contemporanemente – non palesarmi troppo soddisfatto) sono davvero impagabili.

“Jamo ‘guri”
La testimonianza più sincera e toccante arriva inaspettata da Gabriele.
Evidentemente ormai dimentico dei cazziatoni sulle scarpe in bocca ma imboccato dai genitori, compie un gesto graditissimo facendomi gli ‘guri al telefono.

“Qui per beccare non devi dire che lavori all’Inter, ma alla Mattel”
La disco è splendida, ambiente elegante e dovizioso nei dettagli. Una villa berluskoniana in cui potremmo fare solo da invitati occasionali. E’ “la Rocca di Arona”. Posizione invidiabile, vista suggestiva e entrata a scrocco.
Fino all’una, poi, estrema concentrazione di donne, a scapito delle presenze maschili. La gabola? Sono tutte pischelline, perché le elezioni hanno chiuso le scuole e spalancato i loro cancelli. 🙂
“Cinque anni fa avremmo fatto i salti per Vasco”
Corollario: i tempi cambiano. Giocatomi buona parte del sabato per la discoteca precedente, decido di regalare i biglietti di Vasco. Partono le telefonate agli amici. Il cruccio, in questo caso, è il lock: per quanto tempo puoi bloccare la risorsa biglietto in pectore ad una persona affinché si decida. In attesa di chiamare il prossimo papabile.
Ecco allora Giuliano, Miriam, Sabina, Vale, Cristiano rifiutare. Incredibile!
Chi ha figli, chi è in coppia ma altrove, chi non asi vuole sbattere, chi deve essere accoppiato, chi è al seggio.
Alla fine ci arrivo: con chi andavamo nel piazzale del Meazza a sentire “rock sotto l’assedio”? Teo!

Dica 33

Il fancazzismo dilaga. Più del caldo afoso, più dei dubbi sul futuro valgono i messaggi di auguri arrivati a frotte. Mi dissanguo per i pasticcini, ma ne valeva la pena: i festeggiamenti sono pepati da una riffa aziendale orchestrata dal biscazziere di turno. 10 euro per essere abbinato a una partecipante all’europeo. Forza Svizzera! Con astuta mossa elettorale (mia) riesco a coinvolgere anche le sfere padronali nell’improvvisata riffa.

Scaldarsi e scaldare la sedia

Momenti e emozioni diverse: nel finesettimana un matrimonio davvero importante. Vieni presentato come “amico storico” ai parenti della sposa. Poi, un po’ brilli, gli altri commensali ricordano momenti memorabili che ti vedono protagonista. Ma tu non ricordi, ed è goderne ancora. Ma con più gusto, perché hai il sentore di come andrà  a finire.

Martedì sera partecipo ad un’emozionante caccia al tesoro. E’ organizzata dalle ferrovie dello stato. Il premio finale è il ritorno a casa. Gli indizi sono inintelegibili, tipo Papè Satan aleppe: infatti ci mettiamo 140 minuti per fare 22 Km.

Sul lavoro vivo di grandi contraddizioni. Quindi inutile soffermarsi. Grandi mail e un po’ di demotivazione. Pochi slanci se non la chat con Veron, un meccanismo oliato (?)
Spunti controversi e legami compromettenti. Ma niente è più prostrante del veder continuamente castrata la passione nel fare il proprio lavoro. E capita sempre più spesso. E purtroppo, benchè l’endemica incertezza societaria sia ben più grave, questa mortificazione è quella che mi avvilisce di più.