Risate che rimangono

Ho dimenticato la fede a casa; allora `ogni uomo sposato dovrebbe dimenticare i propri errori: non c’è ragione perché due persone ricordino le stesse cose`

Duilio Del Prete interpretava in “Amici Miei” un Necchi algido e geniale. Pirotecnico, meno boccaccesco del successore Montagnani: memorabile quando, imbucato ad una festa, si liberava nel vasino di un innocente. Intuito e capacità  di esecuzione, spiegava il narratore-Perotti.
Nel finesettimana ho avuto due slanci di ammirazione.

Primo: Michael Moore piglia per i fondelli il sistema rappresentativo americano, dove vota in media il 40% degli elettori…Gli oltre 500 deputati della camera bassa americana, infatti, dimenticano le bandiere e le divergenze per stipulare patti di non belligeranza elettorale. Moltissimi corrono in un collegio senza concorrenti. E lui raccoglie firme e candida un fico beniamino! Le firme ci sono, le leggi non lo impediscono, l’unico avversario è mediocre… insomma la gente è talmente disillusa che lo vota copiosamente, e fa proseliti nei diversi stati americani.

Secondo: addio al celibato di Gigi. 11 persone, 6 delle quali vicine da più di 18 anni. E’ una cosa importante. Prima alcool e altro, poi deriva in una discoteca piemontese dove “fanno gli onori di casa” ballerine cubane, le notevoli letteronze e le celebrità  del grande fratello 4. Gogol’ e Villaggio insegnano: gruppi di uomini assortiti per festeggiare si imbarcano in una gara di goliardia che punta verso il basso. Ecco allora i coretti per Katia, un bel “andate a lavorare” a Bruno… Quindi li incitiamo in coro sbagliandone apposta il nome e infine la boutade meglio riuscita: Luca che interrompe la prosa stentata di Robert
con un imperativo urlato: “paga le tasse, barbone!”

prima e terza età

Giornata abbastanza convulsa: si discute per regali importanti ricevuti da alcuni colleghi. Quindi nuovi documenti e nuove sezioni per il corso allenatori e pagine interne.

A fine maggio il parco Trenno è suggestivo. Prati e natura e bambini che saltano. Anche in palestra è un piacevole tripudio di colori: roseti, siepi curate. Ora anche la piscina Olimpica. Alla mattina, poi, c’è una dimensione più umana: mi fiondo sugli attrezzi, poi in piscina. Quindi idromassaggio e sauna: 60 gradi e acqua aromatizzata da immolare sulle braci.
Una bellezza elegante ma non sfarzosa, un ambiente distinto ma non di maniera.

Allegro rivivo la commozione di un nonagenario molto vicino che supera una operazione delicata e scoppia a piangere, nel riacquistare l’uso di un senso dormiente.

Poi, nello spogliatoio, l’incontro folgorante. Dal casting di un film cor Piotta, due pischelli di buona famiglia. 16-17 anni. Vestiti firmati, riviste giuste, camicia variopinta e slip a leopardo con D&G dovunque. Jeans stracciati, dissertavano ad alta voce, e accento inguaribilmente ciociaro, di quanto fosse discutibile l’idea di regalare una Classe A a un esaminatore per far passare un esame di guida. Il dovizioso padre di un loro coetaneo, pluritrombato all’esame teorico, aveva maturato la sofferta decisione come (esecrabile) extrema ratio: non poteva tollerare che il figlio fosse emarginato da un certo tipo di vita perchè non aveva la patente!

Biglia Bianca: il finesettimana senza calcio è prodigo di stimoli. Eccone uno per *intenditori* Cantine Aperte 2004

L’involucro e il rispetto

Spettacolare serata di maggio: i grilli fuori casa, una brezza solo tiepida e un po’ d’intimità  con Fabiola, rossa come un peperone dopo il sole friulano.
Incrocio la finale di Champions League: i commentatori si stracciano le vesti (“arrogante”, “offensivo”) quando l’allenatore del Porto abbandona il kitsch della premiazione, ed esita a saltellare come imporrebbe il cerimoniale.
Penso: il suo lavoro l’ha fatto, e bene. Perchè il nostro conformismo è appagato solo vedendolo sbroccare e dimenarsi?
Mi saltano allora in mente molte persone, vicine e lontane, che vorrebbero riuscire simpatiche perchè accettate dalla massa. Chi vuole fare la morale su un mondo cui non appartiene, senza rispetto per l’individualità  della persona.

Ecco allora la giornalista sfiorita a dottoreggiare sugli umori della curva senza mai aver pagato un biglietto o foraggiato un bagarino. L’oracolo (candido solo di capelli, occhi a fessura, stolido sorriso obliquo alla Stanlio) che discetta sul mood dei tifosi osservandoli da dietro il vetro della sala Executive.
Chi vorrebbe rappresentare “la ggente” senza mai aver vissuto un tram, un treno o un mercato!
O, ancora, la strigliata sui miei presunti doveri di un contratto lasco (in perenne scadenza) che arriva dal comodo e inaspettato scranno di chi ha goduto una assunzione *direttamente come quadro*.

L’isola che non c’è

Tre giorni con Miriam e Luca, all’insegna del mare, del sole e della natura. Il giorno prima mi tradisce la macchina digitale: poco male.
Partendo, all’alba, la splendida visione di un fagiano a pochi metri da casa.
Ma la musica cambia presto: a Venezia non troviamo il biglietto dell’autostrada. Il casellante, ieratico “si paga da Taranto”. Poi ricompare miracolosamente nel suk sul sedile posteriore.
Il tempo ci frega: vento domenica, scrosci a Trieste, fortunale su Aquileia e pioggia tropicale a Palmanova. La concomitanza col giro d’Italia tormenta la ricerca dell’hotel (Monfalcone, non il massimo) e il nostro riposo: le squadre di tecnici al seguito movimentano macchinari tra le 5 e le 6 del mattino, con buona pace degli altri client

Ciliegina sulla torta: la destinazione. La mia caparra era già  nelle mani di un hotel in un parco nazionale croato quando mia moglie ha realizzato di essere senza documento valido all’espatrio. 454 chilometri per essere *categoricamente* respinti a Rabuiese, frontiera slovena. L’isola delle Brijuni è rimasta quindi una chimera per prossimi viaggi.
Ma ci siamo comunque divertiti: grandi mangiate e Tocai; il porto di Duino e l’acqua gelida di Sistiana. I granchi e il mare d’inverno a Grado. E infine quella stupida, indescrivibile e contagiosa allegria da sfigati, che ricorda quella dell’Inter-Rail.

il gambero

Un addio al celibato da organizzare e un viaggio da tenere nascosto a moglie e amica: troppi segreti una memoria che comincia a perdere colpi.

Un programma da non perdere è il Dave Letterman Show: raramente banale, volgare quanto basta e sagacemente autoironico. Ieri sera, oltre a Alanis Morrisette, Antonio Banderas e uno spassoso trailer di Shrek 2. Un gatto baldanzoso vorrebbe atterrire orco e ciuchino ma invece viene atterrato da quelle crisi di rigurgito di peli… favoloso!

Ieri un coraggioso Dorian Gray sceglie lo scomodo proscenio del Tg4 per declamare nuove promesse. Per compensazione, come quando si tace di fronte a un portinaio loquace, di fronte a Fede regala porzioni di verità : “nel 2003 è diminuita la pressione fiscale per ceti più abbienti”. Jamo è stranamente scettico. Nel 2002 ricorda le grandi agevolazioni per chi faceva rientrare i capitali dall ‘estero (nota: i capitali, non i soldi) e l’abolizione della tassa di successione.
Ora, per qualcosa che lo tocchi davvero (mi tocco), gli sgravi per i ceti medi, occorre curiosamente aspettare *dopo* le elezioni. E’ davvero un passo in avanti, promettere per il dopo? Perchè non subito, così le vince?

Purtroppo attuale, una canzone in un’immagine:

papaveri_min.jpg
…vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore

bestie da somma

Una piadineria gestita da un sudamericano in un quartiere ex-operaio e con il menù in romagnolo: la scena per la festa di compleanno di un’amica. Mi cimento alla piastra, con un caldo terrificante ma lenito dal profumo ferale di grasso che cola.
I vestiti sono da buttare, ma gli incubi notturni ripagano di gran lunga l’impegno profuso. Le squadre del calcetto sono insolitamente nerazzurre.
La birra copiosa offusca inizialmente quanto metaforica sia l’immagine degli omini neri che sfidano quelli azzurri, senza mai toccarsi.

Prosegue intanto la meticolosa operazione di occultamento delle voci eversive, dissenzienti o solo dissonanti. Dal punto di vista delle idee, siamo parecchio indigenti. Si procede con piedi di piombo, anche per i nefasti influssi mutilanti di una fattucchiera amelia, che in una gioventù ormai sfiorita ritrova linfa nell’ingessare la nostra passione con scelte dettate dal suo amor proprio, e da un aziendalismo estremamente spinto.
Non avete capito nulla? Poco male. Il tifoso deve essere solo consenziente e danaroso. Deve esprimere la propria opinione ma non può permettersi confutare le idee di chi lo fa parlare. E si festeggia rancorosi la ricerca di mercato che sancisce un numero di tifosi in crescita, e comunque superiore a chi non ha bisogno di simili inezie per gioire.

ingiustizia privata

Sabato, a sorpresa, ritorno in sede per un delicato intervento di alto profilo: staccare e riattaccare l’alimentazione a un router. Non posso però gloriarmi con gli amici: il locale dell’aperitivo è sovraffollato e ci intimano, all’ingresso:” tra un’ora ho un compleanno, e dovrete far posto”. La compagnia è godibile, un vecchio amico dell’università  con la futura moglie e un’altra amica alla rentreé in Lombardia.
Ci trattano male, ci servono all’ultimo e fanno sloggiare in malo modo: questo basta per, senza malavolenza, spostarsi in altra sala e quindi telare senza pagare. Con la dopante euforia dal proibito che rimane dalle marachelle alle medie.


Nelle ultime 24 ore invece ho vissuto nervoso ma felice. Qualche zelante pennivendolo sportivo, magari inzigato, ha pensato bene di fare uscire una nota d’agenzia con tempismo invidiabile. L’argomento? Non Adriano a segno, né Materazzi a terra, né Vieri al microfono. Bensì una pagina infame sul sitone del 27 aprile che, solo poche ore dopo il quarto posto, era stata ancora aggiornata. Poco importa se nessun sito (di club o generalista) avesse ancora informazioni analoghe od aggiornate: ciò bastava per fare “un lancio” e avviare la dietrologia sulla scaramanzia, sulla fiducia al tecnico.
Evvai con le insinuazioni, ed è solo il primo giorno della stagione 2004/05.
Faccio davvero un mestiere interessante!

Tarallucci e caffé shakerato

Stamattina la solita scena: le vecchiette, alla cassa prima di me, si fanno levare dalle mani le monete per pagare il pane. La commessa che, prima di congedarle con una frase in dialetto, snellisce il tutto prendendo solo le monete utili. Stanno da due parti opposte, due ruoli distinti. Ma il rapporto è consolidato dal tempo e dalla fiducia.

In questi giorni si lavora duro per pubblicare iniziative di formazione tecnica. Promozione sul sito; html e grafica pesante. Un po’ palloso, ma necessario.

Tiene invece banco l’attività  di alcuni consulenti impegnati nel intervistare tutti: devono delinerare flussi e meccanismi dell’organizzazione del lavoro della sede.
Un ruolo che implica distacco, approccio analitico e obiettivo.
Sobrietà  e professionalità , per un impiego delicato, io la vedo così!

Per questo mi sono davvero sganasciato quando ho saputo dello slancio, ingenuo o spudorato, di offrire motu proprio un caffè shakerato già  pagato alla consulente, impegnata nello screening di un altro mediocre collega.
Una situazione un po’ imbarazzante; Una cortesia ammirevole, ma un po’
sfrontata.

Il barista, asciutto: “Questo da parte di …”, mi dipingo Bogart, locale fumoso, uno sguardo languido di sottecchi che vale più di mille parole.
Un desiderio di fare il piacione che si fatica, conoscendo il soggetto, a digerire come spontaneo. Ma forse sono troppo esulcerato per essere obbiettivo.
Oggettivamente, però il gentile omaggio non è stato apprezzato.

Risposte infruttuose

incompreso.jpg
Molte ore del mio lavoro non mi appagano: sono pagine di servizio che illustrano iniziative non sempre luminose. Ma che sono necessarie alla completezza dell’informazione. Chi mi trova malinconico o pessimista forse identifica la malinconia che ha in sè. “ho detto” 🙂

Trovo odiosa la pubblicità  di Tre: prima i manager che, in pausa, si facevano belli parlando al videofonino. Un solo sfigato, col telefono vecchio, si vergognava. Ora invece c’è il proselitismo generazionale, ancora più subdolo.

L’unica arma di distruzione di massa trovata in Iraq è il terrorismo suicida bagnato dal fanatismo religioso. Ma non c’era prima dell’intervento liberatore della coalizione.

Preferisco essere torturato da un sadico occidentale: documentando le sue malefatte può rinsaldare la mia fiducia nei meccanismi delle democrazie.

Kartika è una mamma felice, ma non vuole credere che il suo Nicola sia coinvolto in un torbido giro di scommesse. Non rifarebbe un calendario.

Basta una tornata di reality per diventare VIP e quindi partecipare ai reality (successivo) per VIP. Floriana entra nella ” Fattoria”.

So che sono concetti capziosi. Se non riesci a farti capire
o non hai nulla da dire
o non riesci a trasmettere quello che vuoi dire
o quello che dici è stato troppo rimuginato

Domande infruttuose

I marinai genovesi, al tempo delle repubbliche marinare, avevano meno dubbi.
O esercitavano il loro “diritto al mugugno” o, forti di un salario più corposo, dovevano restare zitti. Il rientro è poco bucolico, ma denso di stimoli e di domande che riverso senza nesso.
I norvegesi riprendono la caccia alle balene, perché? Perché una persona intelligente non sfugge il fascino ipnotico della televisione? Riparte poi la campagna abbonamenti: la serie A a venti squadre e un mese in più di CoCoPazzo!
Avrei voluto scrivere “un mese in più di partite avvincenti e domeniche rubate” rifletto: farò ancora questo lavoro? Se sì, perché essere ancora tacciato, nei commenti, di pessimismo?
In realtà  non sono pessimista, né cupo. Faccio, ridendo spesso e a sproposito, un lavoro che mi appassiona!
Liquidando con una sentenza da test di Donna Moderna, anamnesi psicologica minuta, uno raccoglie dalla (mia) lettura ciò che tocca per primo le (sue) corde. Nosce te ipsum!
A suggello dell’ultimo, splendido girovagare lascio un album


capce.jpg

Omeomerie televisive: solo grandi parate e la mia faccia; la mia faccia e solo grandi parole.