pasqua in toscana

Cinque giorni per Pasqua, in un agriturismo verace. In mezzo a trattori e ulivi. Cani gatti di giorno, lumache di notte. Poco lusso ma tanta sostanza, a pochi chilometri da cecina. Avevamo tutto, anche un campetto di calcio giusto fuori la nostra veranda: un’erba invitante e un cielo azzurro sullo sfondo. Bordato da pioppi e cipressi.

Ti sforzi di non esser retorico, di esser freddo: mica sono un turista di Cleveland o di Lubecca.

E’ sempre italia, ma questi borghi di giorno e di notte trasmettono un’idea di storia, un senso di vissuto e di focolare. Un’armonia urbanistica che ci cattura anche se non siamo architetti, un senso della proporzione e della comunita che è da qualche parte, nascosta nel nostro animo.
Ma che aspetta di riemergere qua, al limite della maremma con la provincia di Livorno: Sassetta, Suvereto, Sasso Pisano, Massa Marittima, Montescudaio, Campiglia Marittima etc etc.

Come una pianta di appartamento che ributta all’inizio della primavera.

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“interdet”

Oggi ho partecipato al funerale di un collega. Uno che ha dedicato la vita all’Inter come pochi altri. E’ la persona con cui io e Corra abbiamo condiviso la scrivania per un paio d’anni.
Ora, questo mio collega era di un’altra generazione; non capiva nulla di siti e reti. Nonostante questo non ci siamo mai sentiti degli intrusi. Anzi.

Ci chiamava quelli dell’interdet e  ci ricopriva di aneddoti sul calcio, sul ciclismo e sul tifo organizzato. Una persona squisita e disponibile. Sempre cordiale: anche quando sotto pressione non perdeva mai il suo sarcasmo un po’ nero

 

acusmatici e matematici

ci sono due tipi di persone: quelli che si accontentano del cosa e quelli che vogliono anche conoscere il perché

Aristotele, teneva lezione, presso il tempo di Apollo “luparo” (il Liceo) ai primi nel pomeriggio. Si dedicava ai secondi – i matematici – la mattina, quando la mente era + fresca; il confronto con loro era infatti molto più stimolante.

Gli acusmatici (“si basano sul suono”) erano cresciuti dallo Stagirita con dei dialoghi, alla maniera. Tutti i dialoghi, davvero divulgativi e curati, sono andati perduti. 😦

capodanno a Palermo

La Sicilia riesce sempre a non lasciarti indifferente: sontuosi palazzi nobiliari e strabilianti chiese barocche accanto a quartieri e vicoli diroccati. Suoni, profumi, gusti. Ma soprattutto colori. Rientri all’aeroporto di Milano e (ri)trovi il grigio, l’umido.

il colpevole più insospettabile

Una web appication ha un collo di bottiglia, con 250 thread MPM apache2 si schiena e diventa inusabile. Le risorse non vengono rilasciate e il server si blocca.

Piattaforma LAMP con il ramo “P” che è sotto framework codeigniter.

Guardi il Database e non ci sono slow queries. Guardi errog log di apache, vuoto.
L’access log di apache è stranamente lento e vuoto, visto l’imballo.

Tanta Ram allocata, siamo dentro un container docker. Che sia questo?

Controllando apache2ctl status si ha il primo indizio
WWWWW.WWWWWWWWWWWWWWWWWWWWW_WWW.WWWWWWWWWWWWWW.WWWWWWWWWWWWWW.WW
WWWWWWWWWWWWWWWWWW...WWWWWWWWWW_WW.WWW.WW.W._..WWKWWW.....WWW.WW
W.W.W.WCW_W.W......_W..W.W.WW._..._WWWW.W._._W._..W.W..W...._WWW
.W.W..K.WW._W_WW..W.WWW.WWW_W_.._W.WWWWWWWW_WWWWWWWWWWWWWWWWWWWW
WWWWWWWWWWWWWWWWWW..WWWWWWWWWWWWWWWW.WW.WWWWWWWWW.WWWW.WWWWWWWW.
WWWWWWW...WW.WWWWWWWW.WWWWWWWWW.WWWWWWWWWW.W.WW..W.W..._...W..W.
................................................................
................................................................

Scoreboard Key:
_” Waiting for Connection, “S” Starting up, “R” Reading Request,
W” Sending Reply, “K” Keepalive (read), “D” DNS Lookup,
C” Closing connection, “L” Logging, “G” Gracefully finishing,
I” Idle cleanup of worker, “.” Open slot with no current process

 

troppi processi in stato W – Sending Reply

Alla fine il responsabile è una chiamata ajax, che apache considera, sotto code-igniter, come una nuova sessione vera e propria istanziata e mai deallocata.

La soluzione che doveva snellire la navigazione e l’interazione… è quella che la blocca.

La pagina che ho trovato e che mi ha tolto un pain-in-the-ass è questa

 

 

 

Benito “Veleno” Lorenzi

Io ho vissuto parte della storia in diretta, la storia in bocca ai protagonisti. La storia di prima mano.

Quando arrivavi in sede all’Inter era sempre un evento. Eri pirotecnico, carico di battute, proverbi e aneddoti. Quante volte abbiam rivissuto con te la storia del limone! Ci rallegravi, ci criticavi e ci irridevi. Non sapevamo come rispondere, consci che ci avresti fulminato. Allora siamo stati zitti e ti abbiamo dedicato un server: veleno.

Ora la storia ricomincia da te https://110.inter.it/benito-lorenzi-it/

 

Propriocezione

Eccoci qua quasi 14 anni dopo. A imparare la spazialità del proprio corpo e del proprio spirito: immaginiamo il nostro movimento,  evitando di farci male

Mayda – Norimberga. Processo al Terzo Reich

Un libro ben scritto. Coinvolgente, asciutto e tragico.

Nullum crimen, nulla poena sine lege

Sai già  come andrà  a finire ma il narratore sa come interessarti, quando divagare, quando approfondire i profilo dei protagonisti parlando della loro infanzia, dei loro sogni prima di precipitare nel baratro della barbarie nazionalsocialista.

Ripercorrere i capi d’accusa, lo svolgimento del processo è terribile, angosciante. Pieno di spunti ominosi per i gerarchi. Affascinante perché esplora crimini mai commessi,  addirittura godibile perché introduce all’eristica. Cioé la sottile lotta per fare che la propria dialettica prevalga in una battagia dibattimentale. Un libro da leggere, che non lascia indifferenti.