il nome della rosa

A volte mi chiedo, come si possa silenziosamente pagare per qualcosa che non si consuma, e che non ci serve.

Sto alludendo al canone Rai in bolletta elettrica: solo per il fatto di usare l’elettricità, in questo millennio, si nutre anche la prima industria culturale del paese.

Cosa buona e giusta, è una tassa|imposta|gabella e non si può sindacare. Una occasione in cui ho guardato la Rai è appunto la serie che si ispira al romanzo di Eco. Lo avevo letto avidamente a 16 anni: centinaia di pagine e tantissimi stimoli. Un libro ciclopico,  di cui riesco ad afferrare solo alcuni registri di lettura; i più affascinanti sono quelli semiologici e filosofici. Può il riso essere così devastante? La base del potere è sempre la paura, come il serrato dialogo tra Bernardo Gui e Guglielmo da Baskerville? Aristotele ha davvero giovato allo sviluppo della cultura occidentale o un giorno metteremo al bando i suoi libri… come le statue di Cristoforo Colombo.

Eco ci ha lasciato un capolavoro immenso, ma anche la cupa diegesi del film di Annaud è indimenticabile. Fotografia fatta di luci e ombre… come un rembrandt o un caravaggio nel medioevo

 

 

Jorge de Burgos_p

apologia del finale

Ieri se n’è andato un piccolo degli anni 90: Luke Perry ed il cantante dei Prodigy. Sarebbe facile citare Pulp Fiction. Ma quel periodo, che non rimpiango benché rappresenti quello dei miei 20-30 anni, ha molti film memorabili.

Disruptive, innovativi si direbbe. Scritti e sceneggiati con cura.
Una pellicola mediocre, ma con un finale pungente ti resta in mente: la rivedo con la tensione – il climax – che conduce a quel finale.

La diegesi poi è impreziosita dalla colonna sonora. Matrimoni splendidi e toccanti, come quelli sotto!

cairologia

… per vendere o comprare in borsa

… per capire quando, come ogni anno, la stagione  dell’Inter inizia a svoltare – di solito verso il basso

… per porre termine ad un binomio contronatura di governo in cui si abbracciano odio, egoismo e cattiveria con incompetenze, velleità e complottismi

la parola giusta in questa aposiopèṡi è cairologia: il supremo momento opportuno

propositi per il 2019

Chi non la pensa come me odia gli italiani

Benaltrismo: ci sono sempre altri poveri altri deboli,  quasi sempre italiani, da aiutare: ma chi lo fa?

I migranti come zecche (Lodi) ; i figli di immigrati, in mensa scolastica, sono meno uguali (alla Orwell) dei figli di italiani, devono presentare documenti in più.

Odiare, odiare ancora. Meglio se essere incazzosi contro chi non si può difendere.

Tipo buttare nella rumenta le poche misere cose di un clochard (rumeno, c’è quindi la recidiva) e vantarsene su facebook.

L’unica cosa giusta, perché non mi si dia del comunista, l’ha detta la Meloni: blocco navale.

Ma una volta partiti, questi sono esseri umani. Hanno la colpa di esser nati dalla parte sbagliata. Vogliono solo una speranza in più. Una volta partiti, non sono pacchi.
Sono persone in mano a delinquenti.

Alex Iattoni, dovunque tu sia ti ringrazio. Ti ringrazierò fino alla fine.

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la prima cosa bella

Guardare una partita con proprio figlio è un dolore. Nell’intervallo ci sono solo pubblicità, e nel dettaglio:

  • bet365
  • better
  • betfair
  • william hill
  • planetwin
  • […]

Accolgo quindi con sommo piacere il giro di vite che si concretizzerà il I gennaio 2019, grazie a un provvedimento del Governo che limita, e parecchio, l’advertising legato al gambling e ai giochi online.

Si stava meglio quando c’era schedina? Sì. Accettiamolo. Meno dipendenza, meno anonimato, meno famiglie piagate e pensionati distrutti.

Anche se non tutti sono d’accordo, ahimé.

luraghi, la guerra civile americana

Può un mattone di 1450 pagine scritte in corpo 12 avere un potere così magnetico?

Luraghi sa scrivere, conosce le figure retoriche e la storia militare dell’era moderna.

Due visioni del mondo, non stereotipate… quella unionista e quella confederata.

Una guerra moderna, un conflitto di ideali. Da leggere per conoscere l’universo americano oltre i luoghi comuni.

Demandt, “processare il nemico”

Socrate e Norimberga, Trotskji e Galileo.
Che rapporto hanno potere e diritto? Nel “migliore dei mondi possibili” dovrebbero rispettare la separazione e indipendenza propalate da Montesquieu. Nella realtà sono figlie, cugine, figliastre, dipendenti.

A volte ci sono anche rapporti incestuosi.

Possiamo vantare di aver ammannito alla civiltà occidentale una serie di principi giuridici inalienabili: habeas corpus, ne bis in idem, nemo iudex in sua causa, nulla poena sine lege

Spesso però capita che uno Stato giudichi sé stesso. Decida di escludere un suo membro, togliergli i diritti, processarlo. Per le sue idee rivoluzionarie, per un reato che non esisteva o semplicemente per ammantare di legalità (non di legittimità) un omicidio politico.

Il libro di Demandt è ben scritto, fluido, interessante e avvincente. Troppo corto, l’unico difetto.

PS. Tutte le volte che andrò in via Triboniano, penserò alle diciture stampate sul palazzo di giustizia di Milano.

gialloverde

tre considerazioni.

  1. wordpress.com non funziona più per Firefox. Ci stiamo appiattendo su chrome
  2.  dare risposte banali a problemi complessi. Meglio se addossando colpe ai più deboli o a chi non si può difendere
  3. tutto artatamente contro establishment.

C’è un culto dell’ignoranza negli Stati Uniti, e c’è sempre stato. Lo sforzo dell’anti-intellettualismo è stato una traccia costante che si è spinta nella nostra vita politica e culturale, alimentata dalla falsa nozione che la democrazia significhi che “la mia ignoranza è tanto giusta quanto la tua conoscenza”. (Isaac Asimov)

anzi, meglio, ne “il culto dell’ignoranza”

It’s hard to quarrel with that ancient justification of the free press: “America’s right to know.” It seems almost cruel to ask, ingenuously, ”America’s right to know what, please? Science? Mathematics? Economics? Foreign languages?”

None of those things, of course. In fact, one might well suppose that the popular feeling is that Americans are a lot better off without any of that tripe.

There is a cult of ignorance in the United States, and there always has been. The strain of anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that “my ignorance is just as good as your knowledge.”

il sabato del villaggio

Sta terminando la stagione, ora realizzi come il calcio condizioni il tuo già scarso tempo libero. Quando Leonardo era piccolo potevamo permetterci il “teatro dei navigli”. Potevamo organizzare con relativa tranquillità il nostro finesettimana.

Ai miei impegni soliti e ricorrente si sono sommati quelli dei “primi calci”. Un gruppo unito, piacevole. Una bella compagnia. Ma càpitano anche tornei che durano 6-8 ore e senti che il weekend ti è sfuggito di mano.

Un gioco che si sta facendo incredibilmente serio, è il senso del trapasso è molto più marcato adesso. Ora, in maggio, quando il pallone sta per giocare le sue ultime cartucce. Poi hai quel tipico senso di svuotamento, di spaesamento che tutte le dipendenze segnano nel  nostro spirito.